Grandi opere

Il Mose ancora dai giudici

venezia acqua altaEnnesimo ricorso al Tar per il progetto Mose. Autore della causa, questa volta, è Legambiente. L’associazione sostiene che nonostante il via libera del Comitatone del 23 novembre scorso ci sono ancora tre buoni motivi per ricorrere alla giustizia amministrativa. Oltre all’irrisolta questione sulla valutazione d’impatto ambientale, per la quale sono stati presentati una sfilza di ricorsi di cui s’è perso il conto, il progetto contrasta anche con le norme urbanistiche del Comune, con il Piano di Area della Laguna e dell’Area Veneziana (PALAV) della Regione Veneto. Inoltre non rispetta le leggi nazionali che prevedono la Valutazione di Impatto Ambientale e quelle europee sui Siti di Interesse Comunitario (SIC).

La via giudiziaria, purtroppo, è una via obbligata per fermare un’opera che, allo stato attuale, rischia di rivelarsi un clamoroso e costosissimo errore, ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta, rilanciando di nuovo la parola ai giudici. Intanto, anche l’assemblea permanente No Mose ha indetto per il 7 dicembre una nuova riunione per preparare, con buone probabilità, nuove azioni di protesta contro un Mose, che sembra stia viaggiando verso il completamento, grazie alla corsia preferenziale stesa dal ministro Di Pietro e dall’attuale governo. Scelta del resto avallata dal Comitatone prodiano che ha ben sfruttato l’ignavia dei sindaci di Chioggia e di Mira. Foto Flickr.

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dic  06
5
alle 02:48
da maria


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