Un grande bidone chiamato Mose
Per il progetto Mose arriva anche la boccciatura della Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici per le cosiddette “Mutande del Mose”, le opere di abbellimento progettate dallo IUAV (Istituto Universitario di Architettura di Venezia). Praticamente questo mostro da 4,3 miliardi di euro che prevede la costruzione di un insieme di paratoie mobili per salvare Venezia e i centri abitati lagunari dalle acque alte, ad ogni esame tecnico-scientifico è stato bocciato. Bocciato dalla Valutazione d’Impatto Ambientale (prevista dalla normativa UE) nel 1998, bocciato per la mancata realizzazione di uno studio d’impatto ambientale sull’habitat degli uccelli selvatici, senza contare i pericoli archeologici riscontrati durante i lavori e l’opposizione del comune di Venezia in quanto le opere preliminari alle bocche di porto non sarebbero conformi ai piani urbanistici vigenti. E nonostante allo stato attuale non esista un progetto esecutivo, i lavori procedono a ritmi serrati lautamente finanziati dalla Legge Obiettivo. Oggi stesso, tra l’altro, il CIPE, in base alla suddetta legge, che scavalca gli enti locali, potrebbe finanziare altri 500 milioni di euro per il Consorzio Venezia Nuova al fine di portare avanti la parte più importante del progetto. Questo a pochi giorni dalle elezioni politiche che potrebbero mandare al governo uno schieramento diverso, il cui programma elettorale prevede di rivedere la legge. Insomma si vogliono imporre al prossimo governo decisioni già prese, come è successo per il Ponte sullo Stretto di Messina. E guarda caso anche in questo affare è coinvolta Impregilo, come per il ponte, essendo socio di maggioranza del Consorzio Venezia Nuova, comitato responsabile del Mose. Qui gatta ci cova.
[via NoMose]
da emiliano
Visualizza / Lascia un commento






