Porto Tolle, carbone e palloncini
Non so voi, ma io preferisco i palloncini al carbone. Soprattutto se il carbone è quello di Porto Tolle, un impianto che sorge in un parco naturale definito patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, e che già in passato ha dimostrato la sua estrema pericolosità . I progetti del governo sono chiari, si punta diritto alla conversione a carbone dell’impianto a olio combustibile e in questo c’è estrema continuità con la precedente legislatura. Di rinnovabili non c’è traccia, ma quando si parla di carbone a Bersani brillano gli occhi. Mi chiedo solamente chi pagherà per gli sforamenti inevitabili che anche l’anno prossimo ci saranno nell’ambito delle direttive stabilite dal Protocollo di Kyoto?
Ma perché parlavo di palloncini all’inizio del post? Semplice, si tratta di un’iniziativa di Greenpeace, i cui attivisti sono attualmente sul tetto della centrale per dire no al carbone di Porto Tolle. Ogni dieci adesioni che riceveranno – basta nome, cognome ed email – verrà gonfiato un palloncino sulla ciminiera della centrale. Partecipa. Scarica Una scomoda verità : il ritorno al carbone allontana l’Italia da Kyoto.
da emiliano
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