Dov’è finita tutta l’acqua del Po?
No, proprio non tornano i conti se guardi il Po, gigante in ginocchio, e se leggi i giornali che mescolano in un’unica grande insalata la siccità , il caldo e la grande magra del fiume. Manca dell’acqua, tanta acqua in quei conti. E’ piovuto poco, è vero, ma è piovuto comunque un venti per cento in più che nel 2003. Eppure il Po è perfino più basso che allora.
Non sto a tediarvi coi calcoli. Ma in due parole: non ci sono dati relativi all’intero bacino, e allora almeno controlli quanta pioggia è caduta, quest’anno e in passato, sulle città di quel quarto d’Italia che versa tutte le sue acque nel grande fiume malato. Nel 2003, da gennaio a tutto giugno, il cielo fu molto più avaro. E anche il caldo fu ancora più acuto: implacabile senza mai mollare da maggio in poi, quando quest’anno al Nord era ancora freschino.
Dovrebbe stare meglio, il Po, e invece sta male davvero. Fa pena già ai Murazzi, a Torino, dove non senti più l’alito fresco del fiume ma solo il tanfo del fango che marcisce nel sole. E nel delta l’acqua del mare è risalita fino a sei chilometri dalla foce. Però i miei conti non tornano: dov’è finita tutta l’acqua che dovrebbe essere nel fiume? Scritto da Maria Ferdinanda Piva.
da emiliano
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