Gli “orchi” inquinano la rete
Anche il web ha il suo inquinamento. Un inquinamento subdolo che trova la sua espressione peggiore nella pedopornografia. Spam, file sharing, sms, chat: i potenziali “orchi” hanno a disposizione un numero sempre maggiore di possibilità di adescamento, e il web è diventato un nuovo teatro per il fenomeno della prostituzione minorile.
L’allarme è di Save the Children, che nel terzo Rapporto di “Stop-It” sulla pedopornografia online registra un aumento dell’utilizzo delle nuove tecnologie. Sono state 3.106 le segnalazioni di materiale pedo-pornografico inviate a “Stop-It” fra il 2004 e il 2005 (da ottobre a settembre): il 66% di esse riguarda siti Internet, il 20% spamming e email non richieste, il 10% peer to peer, il 2% chat e l’1% newsgroup. Rispetto al precedente rapporto (2003/2004), il numero complessivo di segnalazioni risulta in crescita del 10%.
Per quanto riguarda invece le tendenze del fenomeno, il dato più significativo consiste nell’aumento esponenziale del file sharing, pari all’85,4% in più nel rispetto all’anno precedente (306 le segnalazioni dell’ultimo anno di attività di “Stop-It”, contro 165 del 2004). Molto sensibile anche la crescita del numero di segnalazioni di email “indesiderate” contenenti materiale pedopornografico o con link a siti affini, quasi raddoppiate con un +47,4% nel conteggio dei due anni. Il ruolo della rete, però, non si esaurisce qui. Save the Children ha raccolto una serie di testimonianze sull’utilizzo di Internet anche come canale di adescamento e intermediazione nel fenomeno della prostituzione giovanile straniera. Le informazioni, sono emerse nell’ambito di un progetto per la prevenzione della devianza e il reinserimento sociale di minori stranieri sottoposti a procedimento penale nella città di Roma che, hanno confermato gli operatori del progetto, sta vedendo un crescente aumento del mercato della prostituzione minorile fra gli adolescenti provenienti da paesi stranieri e adescati via web. Il fenomeno, avverte l’organizzazione, desta sempre più preoccupazione perché la prostituzione minorile via web riesce a rimanere più sommersa, rendendo più difficile l’intervento sugli odiosi “orchi”.
[via Stop-it]
da mstramazzo
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