OGM, agricoltura e altre storie

I danni della papaya OGM

papayaLe isole Hawaii producono ed esportano da anni grandi quantità di papaya, ma da quando nel 1998 l’industria alimentare americana ha messo le mani sulle loro coltivazioni introducendo la papaya OGM, i maggiori importatori del prodotto – UE, Giappone e Cina – hanno chiuso le loro porte alla versione transgenica dell’alimento facendo letteralemente crollare i prezzi. Naturalmente la vicenda ha colpito duramente anche i produttori hawaiiani non-OGM, che guadagnavano circa tre volte il prezzo attuale della papaya, perché è difficile evitare la contaminazione soprattutto in spazi limitati come quelli insulari.
Ora dopo aver danneggiato le coltivazioni delle Hawaii l’obiettivo dell’industria alimentare americana è quello di espandersi nel sud-est asiatico e in particolare in Thailandia dove attualmente la coltivazione e la commercializzazione di OGM sono vietate. Per ora il divieto è stato mantenuto, ma i forti interessi dell’industria OGM statunitense continuano a tentare il governo thailandese che fino ad oggi non è potuto intervenire sulla vigente legislazione solo grazie alla ferma opposizione dei coltivatori locali, i quali non intendono seguire il cattivo esempio delle Hawaii. Quanto riusciranno però a resistere alla smania dell’industria transgenica di piazzare le loro dannose sementi ovunque sia possibile?

[via Greenpeace]

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mag  06
26
alle 07:45
da emiliano

Ultimo commento:

di Stefano il 01/1/70

per la cronaca:
1)la Papaya ogm è un brevetto pubblico finanziato dal governo degli stati uniti ...


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Un Commento to “I danni della papaya OGM”

  1. Stefano dice:

    per la cronaca:
    1)la Papaya ogm è un brevetto pubblico finanziato dal governo degli stati uniti e non di qualche multinazionale senza scrupoli
    2) si tratta di piante con resistenza ad un virus che quindi consentono di evitare trattamenti chimici pre e post raccolta (che vengono fatti sul non ogm!)

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