Solare

La burocrazia se la prende col sole

pannelli solari tettoQuesta è la terrificante storia burocratica della famiglia Zerbi di Pecetto, sulla collina di Torino, che ha voluto, incauta!, usufruire delle agevolazioni previste dal decreto del 2005 per chi installa i pannelli solari. Gli Zerbi stanno pagando le rate del mutuo – circa 21 mila euro – con cui hanno acquistato i pannelli, che però se ne stanno in garage perchè i permessi per installarli non sono ancora arrivati.

Il decreto del 2005 di cui stanno tentando di usufruire gli Zerbi era quello del “conto energia”. Riconosce un incentivo – 44,5 centesimi al kilowattora – per chi, con i pannelli solari, produce più energia di quanta ne consumi, ed immette il surplus sulla rete elettrica nazionale. Da notare che alla buona volontà di simili benefattori planetari era imposto un limite: “L’incentivo, senza il quale l’impianto è ammortizzabile solo dopo 15-20 anni, era previsto solo per una produzione complessiva nazionale di 100 megawatt – racconta a Blogeko l’ingegner Marco Milanese della Solartech di Torino, che ha seguito la storia degli Zerbi – I 100 megawatt sono stati bruciati tutti subito, e così anche gli altri 200 aggiunti in seguito”.
Vinta la corsa all’incentivo, è iniziata la trafila burocratica per avere dall’Enel lo speciale contatore in grado di calcolare sia l’energia immessa dai pannelli solari nella rete nazionale sia quella utilizzata dagli Zerbi quando, di notte o con le nuvole, i pannelli non sono in funzione. “L’Enel era completamente spiazzata – continua Milanese – I primi contatori di questo tipo sono entrati in funzione solo quest’estate”. Ma non ancora quello degli Zerbi. Quando si trattava infatti di installare i pannelli solari sul tetto, il Comune, spiazzato anch’esso, non si è accontentato della semplice dichiarazione d’inizio lavori che si presenta in caso di modeste opere edili. Ha preteso la richiesta di una concessione edilizia – una pratica lunga e complessa, più o meno come se gli Zerbi volessero costruire un condominio – per aver modo di valutare l’impatto paesaggistico dei pannelli solari. “Capisco l’importanza di tutelare il paesaggio, ma secondo me i pannelli solari non sono brutti – dice Milanese – Si alzano in verticale di appena 10 centimetri dalla falda del tetto. Non si nota nulla tranne il colore”, che è un blu-viola anzichè il classico rosso dei coppi.
La concessione edilizia sta arrivando, assicura l’ingegnere: questione di giorni, e finalmente i pannelli potranno salire sul tetto. Ora gli Zerbi vogliono anche installare un impianto termico a pannelli solari per scaldare la casa. “Dovrebbe essere più facile – nota l’ingegnere – Non sono previsti incentivi, ma solo detrazioni dall’Irpef”. Auguri.

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ott  06
22
alle 09:36
da maria

Ultimo commento:

di franco il 01/1/70

io o montato il fotovoltaico secondo me troppi imbrogli da parte delle ditte installatrici se vol...


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9 Commenti to “La burocrazia se la prende col sole”

  1. Deserteur dice:

    No, scusami ma non mi presto a fare da spalla alla criminalizzazione qualunquista dei dipendenti pubblici. Fra gli impiegati statali, come in tutte le categorie, ci sono quelli più diligenti e quelli che lo sono meno. Loro comunque fanno ciò che gli viene detto di fare. Il problema sono innanzitutto i legislatori, che redigono leggi contorte e complicatissimie, e poi gli amministratori locali, sindaci, assessori e consiglieri comunali, che a volte preferiscono dedicarsi al tornaconto proprio e dei loro amici piuttosto che lavorare per il bene comune. E spesso sono di una ignoranza abissale. Anche qui comunque ci sono quelli buoni e quelli meno buoni.
    In generale, ciò che manca quando si fanno le leggi è prevedere un adeguato feedback, ovvero un meccanismo che consenta di capire se il provvedimento funziona bene oppure incontra ostacoli, in modo tale da rimuovere questi ostacoli o modificare la legge.

  2. Deserteur dice:

    Anche a me è successo lo stesso. Dopo aver presentato la DIA, il Comune ha detto che vi voleva l’autorizzazione paesaggistica (la zona è effettivamente a vincolo paesaggistico). Domanda consegnata a giugno, ancora non se ne sa nulla, e a dicembre scade il termine per poter usufruire degli incentivi in conto energia. Non parliamo di quanto mi è costato il geometra che ha fatto la pratica. L’assurdo è che sul tetto c’è già un pannello termico che ha più di 20 anni di età, orientato di sbieco e abbastanza orribile a vedersi, che verrebbe tolto per fare spazio ai fotovoltaici (e sostituito con uno nuovo). Di conseguenza, l’estetica ne risulterà certamente migliorata. A parte il fatto poi che quella falda del tetto la vede solo il nostro vicino!

  3. Alessio dice:

    Posso bestemmià?…no?… va bene… però Emiliano consentimi di dire: mannaggia Dia (Denuncia Inizio Attività)!
    Quanto è successo a Deserteur fa anche più incaz**** dato che paradossalmente gli viene ostacolata la possibilità di rimediare all’impatto paesaggistico proprio a causa della tutela del paesaggio. Da odiare e detronizzare non è solo la classe politica “alta” ma anche quella “bassa” che occupa i consigli comunali: maledetti impiegati statali parassiti della spesa pubblica!

  4. Anonimo dice:

    Sante parole. In Germania il “conto energia” ha funzionato benissimo. Bastava copiare.

  5. Alessio dice:

    Mi pare ovvio che “Fra gli impiegati statali, come in tutte le categorie, ci sono quelli più diligenti e quelli che lo sono meno”.

  6. steblizz dice:

    eheee,ma i tedeschi mica danno il culo agli americani!!!

  7. Gualtiero dice:

    Cari tutti,
    Anche io sto passando per le forche caudine della burobrazia italiana.
    Prima la domanda per ottenere un contributo per l’installazione di 6 mq di pannelli solari termici con l’obbligo di presentare prima tutto le carte prima di poter fare l’ordine del materiale.
    Ora che la provincia mi ha accettato la domanda proprio oggi il mio comune mi chide “integrazioni” alla mia domanda di Permesso a costruire (che ho fatto al posto della DIA, su consiglio dell’ufficio tecnico – bel consiglio, dico io!!!) in quanto la mia casa è inserita in area a vincolo paesaggistico. E così…per qualche altro mese continuerò a bruciare gasolio per avere l’acqua calda.
    CARI POLITICI/LEGISLATORI se l’ITALIA è questo LA COLPA E’ SOLO VOSTRA!!!
    gualtyboy#inwind.it
    IL buon senso non esiste più…

  8. Tonino dice:

    Che schifo!! si preferisce il panorama e quindi respirare i gas del gasolio o metano, ai pannelli solari a zero emissione.
    Se poi devo dire la mia, le case in pietra non mi piacciono per nulla,preferisco le case in legno, per cui parlare di gusti paesaggistici è sempre difficile.

  9. franco dice:

    io o montato il fotovoltaico secondo me troppi imbrogli da parte delle ditte installatrici se volete sapere scrivetemi vi rispondero. franco98415@libero.it

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