Le olimpiadi dell’effetto serra
Le hanno chiamate ironicamente le Greenhouse Olympics ovvero le olimpiadi dell’effetto serra. Si tratta di tre video realizzati da Greenpeace nei quali la comunicazione ambientale trasforma i giochi olimpici invernali in una corsa a ostacoli contro il surriscaldamento del pianeta. Molto efficace soprattutto il primo video in cui uno sciatore scende con difficoltà su una pista di fango e terriccio. Attualmente per gli amanti degli sport invernali un rischio del genere non esiste grazie all’innevamento artificiale, una pratica però con un impatto ambientale veramente devastante sia per la quantità di energia e acqua utilizzate nel processo che per la sua capacità di minare gravemente il grado di trattenuta del manto erboso. La neve artificiale infatti è molto più compatta di quella naturale e quindi blocca il passaggio dell’ossigeno verso il suolo riducendone la capacità di isolamento e creando così problemi di dilavamento e rischi idrogeologici. Inoltre molti ricercatori sono dubbiosi sull’utilizzo dello snomax, un additivo usato per cristallizzare più velocemente le gocce d’acqua, che a lungo termine potrebbe causare una pericolosa contaminazione ambientale. Comunque per avere un’idea del quantitativo d’acqua utilizzato nell’innevamento artificiale basta pensare che per coprire una superficie di soli 60 mq con una coltre di 15 centimetri di neve sono necessari ben 283 mila litri d’acqua.
[via Greenpeace]
da emiliano
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giugno 5th, 2006 at 22:27
Luogo fine, sto andando rinviare qui, sì!