Biocarburanti

Il biodiesel dagli scarti ittici?

salmoneE’ un’idea dell’azienda norvegese Scanbio Asa la quale ha sviluppato una tecnologia per produrre biodiesel dagli scarti ittici. In Norvegia la percentuale permessa di combustibile rinnovabile da miscelare nei motori tradizionali è del 2% e il salmone, il pesce che apporta il contributo maggiore, permette di ricavare quasi 8 milioni di litri d’olio ogni anno ovvero lo 0,5% del consumo di diesel del paese scandinavo. Il gruppo, impegnato su questo fronte da diverso tempo, lavora ogni anno circa 110 mila tonnellate di scarti ittici da cui, oltre all’olio per i motori, ottiene anche concentrati di proteine, mangimi per acquacoltura e ingredienti base per lubrificanti, detersivi, sgrassanti, solventi e vernici eco-compatibili. Sicuramente si tratta di una buona soluzione per i paesi in cui la pesca comprende una quota importante dell’economia nazionale anche se vanno tenute in considderazione le precauzioni generali che rimandano ai pericoli legati alla produzione di massa di biocarburanti.
Tutto questo infatti sarebbe accettabile se fosse accompagnato da un’ulteriore regolamentazione delle attività marine con la messa al bando della pesca illegale (ricordiamo che la Norvegia è uno dei paesi che pratica ancora la caccia alle balene) e non una scusante per devastare ulteriormente il patrimonio marino.

[via Newton]

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mar  06
9
alle 12:17
da emiliano


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