Animali e specie protette

Conto alla rovescia per le tartarughe

chiara caputo nido tartaruga pugliaFra una settimana cominceranno le schiuse delle uova deposte dalle tartarughe marine in tre nidi (1, 2, 3) scavati su spiagge dove non si erano mai viste o dove non si facevano vedere da almeno mezzo secolo. Gli esperti della stazione “Anton Dohrn” di Napoli, che li stanno sorvegliando e monitorando, avranno in quei giorni un gran daffare. “I neonati verranno misurati e pesati” spiega a Blogeko Chiara Caputo, referente per le tartarughe marine dell’Osservatorio faunistico provinciale di Lecce-Museo Calimera, che segue il nido di Marina di Melendugno “Quando i piccoli avranno finito di uscire dalla sabbia, aspetteremo ancora qualche tempo e poi scaveremo il nido”.

“Aiuteremo i neonati che non riescono a liberarsi dal guscio (in natura morirebbero, ma trattandosi di una specie rara…) e recupereremo le uova non schiuse. Così potremo verificare se non erano fecondate o se lo sviluppo dell’embrione si è interrotto, e quando. Si tratterà poi di correlare questi dati a quelli che abbiamo man mano raccolto sulla temperatura e sull’umidità del nido. Tutto questo ci permetterà di conoscere meglio la biologia della tartaruga marina, e di intervenire ancor più efficacemente in futuro su altri nidi”.
Non sarà possibile conoscere il sesso delle tartarughine neonate, nè contrassegnarle in alcun modo per seguirne gli spostamenti futuri. Sarebbe un’autentica manna per gli studiosi, visto che molto poco si sa sulle abitudini delle tartarughe marine nei primi anni che trascorrono in mare aperto. “Alla nascita misurano appena 4-5 centimetri” prosegue Chiara Caputo “Troppo piccole per inserire un microchip sottocute”. Non resterà che fare ai neonati i migliori auguri, e sperare di rivederli quando saranno adulti – fra 20-25 anni – e cercheranno di tornare a deporre le uova più o meno nel luogo in cui sono nati. Chissà se ad accoglierli ci saranno i bambini che in queste settimane hanno seguito i corsi di biologia delle tartarughe tenuti accanto ai nidi dagli studiosi che li sorvegliavano.
Scritto da Maria Ferdinanda Piva

spiaggia tartarughe marina di melendugnotartarughe nido marina di melendugno

Nella foto in alto, Chiara Caputo durante le misurazioni sul nido insieme a Gialuca Treglia e Piero Carlino. Qui sopra, il tratto di spiaggia transennato ed uno dei bambini che hanno seguito il corso sulle tartarughe.

L’Osservatorio faunistico provinciale di Lecce-Museo Calimera e la stazione “Anton Dhorn” di Napoli hanno aperto un blog sulle vicende del nido di Marina di Melendugno. Per visitarlo, il link è questo.

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set  06
4
alle 03:56
da maria


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