Fiato sospeso per i nidi di tartaruga
In teoria i piccoli dovrebbero ormai essere nati, visto che sono passati due mesi dalla deposizione. In pratica nulla si è mosso nei tre nidi che la tartaruga marina ha scavato quest’estate sulle spiagge di Puglia, Campania e Sardegna, tornando in luoghi dove non la si vedeva da mezzo secolo almeno. Gli studiosi sperano ancora, ma le speranze sono al lumicino per un quarto, ancor più eccezionale nido scoperto a Saint Tropez, in Francia. “Constatando che la schiusa ritardava, l’abbiamo aperto”, spiega a Blogeko Flegra Bentivegna, della stazione zoologica “Anton Dohrn” di Napoli che coordina il lavoro degli studiosi attorno ai tre nidi italiani e che funge da consulente per quello francese. E che brutta sorpresa!
“Una falda di acqua dolce, gonfiata dalla pioggia, ha raggiunto il nido dal basso. Alcune delle uova degli strati superiori però apparivano ancora intatte, e le abbiamo trasferite tutte in incubatrice”. Gradatamente le uova di tartaruga sono state portate alla temperatura di 27 gradi, quella ottimale per la schiusa e superiore di 3-4 gradi rispetto a quella misurata nei quattro nidi. Per questo si è deciso di attendere fino al 90° giorno prima di dare tutto per perduto. A Saint Tropez il 90° giorno sarà l’8 ottobre, in Puglia il 15. I nidi della Sardegna e della Campania sono proprio ora al 60° giorno.
Dopo la nascita (speriamo!) delle tartarughine, bisognerà valutare se il mare è ormai diventato troppo freddo per loro. “Potrebbe essere necessario trasferirle più a Sud, oppure farle crescere per un anno in laboratorio”, ipotizza Flegra Bentivegna.
da maria
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