Alimentazione

La Nestlé e la guerra del cioccolato

caillerCailler, fondata nel 1819, è la più vecchia marca di cioccolato della Svizzera, acquistata nel 1929 da Nestlé. La multinazionale solo recentemente ha messo in atto una nuova strategia per rilanciarne le sorti, ma ora si trova coinvolta in una polemica che vede protagonista Denner, terza catena di distribuzione svizzera. Motivo del contenzioso è il prezzo che, secondo la catena di supermercati, sarebbe stato ritoccato dell’8% contrariamente a quanto dichiarato di fronte ai consumatori. Eva-Maria Bauder, responsabile della comunicazione di Denner, ritiene che questo rincaro non sia giustificato e sospetta che Nestlé abbia fatto un doppio gioco: escludere qualsiasi aumento di prezzo davanti al pubblico, ma imporlo poi ai distributori che dovranno imporlo a loro volta ai clienti, e conseguentemente rendergliene conto.

Il distributore intende quindi inoltrare nei prossimi giorni una denuncia contro Nestlé Svizzera alla Commissione della concorrenza mentre nel frattempo ha smesso di pagare le ultime forniture di Cailler, e prevede di versare un importo ridotto dell’8% rispetto a quello dovuto. “In un documento Nestlé propone un prezzo di vendita per il suo cioccolato” aggiunge Eva-Maria Bauder “spingendo dunque verso un’armonizzazione dei prezzi di vendita al dettaglio. Alla faccia del libero mercato”. La multinazionale si difende dicendo che l’impegno assunto per assicurare la stabilità dei prezzi riguardava il prezzo al dettaglio e non quello finale, che viene fissato unicamente dai commercianti, una risposta, a dir la verità, un po’ insoddisfacente.
Ma la vicenda non si conclude qui. Molte lamentele infatti, sono giunte presso le associazioni dei consumatori in merito al nuovo imballaggio di Cailler che, secondo studi attendibili, provocherebbe degli aumenti di prezzo fino al 30% e nuocerebbe gravemente all’ambiente. “Quando vengono bruciate, queste confezioni hanno un impatto sull’ambiente cinque volte maggiore rispetto a quelle precedenti in termini di emissioni di CO2″ spiega un portavoce della Federazione romanda dei consumatori.
Resta quindi incomprensibile la scelta nei confronti di un materiale con un bilancio ecologico sicuramente peggiore di quello del cartone, e ottenuto ad un prezzo molto più elevato del precendente solo per fregiarsi del design dell’architetto Jean Nouvel.

[via Swissinfo]

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apr  06
13
alle 07:05
da emiliano


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