Grandi opere

Mose: per il comitatone si va avanti

mose bocche di porto lidoAlla notizia che la commissione ambiente del Senato aveva approvato la sospensione dei lavori del Mose, chiesta per la verifica dell’opera e le valutazioni sulle soluzioni alternative, il centinaio di No Mose che avevano simbolicamente occupato i cantieri nel porto di Venezia, si erano ritirati in buon ordine lasciando libero il “campo di battaglia”. Nemmeno il tempo di tornare a casa che, come un doccia gelata, il Comitatone interministeriale ha dato il contrordine: i lavori andranno avanti mentre fino al 30 settembre proseguiranno anche le verifiche. Come dire un colpo al cerchio e una carezza alla botte che non ha soddisfatto nessuno se non le imprese, che in questi ultimi tempi si stanno dando un gran daffare ad accelerare i lavori.

Ipotesi presa in esame anche dal ministro Pecoraro Scanio che aveva mandato i carabinieri del NOE a ispezionare i cantieri. Lo stesso ministro che ieri a conclusione dei lavori intrministeriali avrebbe auspicato una posizione più netta chiedendo inoltre che da qui a settembre non vengano eseguiti lavori irreversibili. Associandoci alla richiesta del ministro c’è però da dire che di cose irreversibili ne sono state già fatte. Anche troppe se è vero, com’era vero per il Magistrato alle acque ai tempi della Serenissima, che “palo fa paluo”. Sintesi d’ingegneria idraulica che dal 1400 indica che un solo palo piantato in acqua nel posto sbagliato crea una secca falsando correnti e fondali, e provocando conseguenze di cui nessuno può assicurare il risultato fino in fondo. Tant’è che chi piantava o toglieva un palo in laguna senza permesso del serenissimo magistrato alle acque ci rimetteva la mano, a volte entrambe. Leggi Ansa.

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lug  06
21
alle 01:02
da mstramazzo


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