Bugie italiane sulle mine antiuomo
L’Italia è tra i maggiori produttori e il maggiore esportatore di mine antiuomo. Un fatto grave che trova consolazione solo nel fondo per lo sminamento umanitario istituito dall’ultimo governo di centro-sinistra con la legge n. 58 del 7 marzo 2001. Inizialmente il fondo era di 29 miliardi di euro, ma negli anni si è drasticamente ridotto passando a 2,58 milioni per il 2004, a 2,415 milioni per il 2005, e con l’ultima finanziaria, in base alle dichiarazioni dello stesso Ministero degli Esteri, si è ridotto a 2,254 milioni. Ma la cosa veramente triste è rappresentata dal comunicato stampa del governo in occasione della “Giornata Mondiale per l’Azione contro le mine” indetta dall’Onu per il 4 aprile scorso. In esso si annunciava trionfalisticamente che nel periodo 1997-2006 il Governo italiano “aveva stanziato oltre 40 milioni di euro per finanziare programmi di bonifica e assistenza delle vittime nelle regioni in cui più grave era l’emergenza provocata dalle mine antipersona”.
Un comunicato che nasconde la realtà dei fatti, e cioè che il governo Berlusconi ha ridotto drasticamente i finanziamenti per il fondo riducendolo, per alcuni paesi, alla cifra tonda di zero. E’ il caso dell’Afghanistan dove nel 2005 neanche un euro è stato investito per proteggere un paese martoriato da questo fenomeno e che nel 2001 ci vedeva impegnati con ben 3 miliardi di lire. Insomma, il governo uscente mente fino alla fine, per la gioia di migliaia di bambini orfani e mutilati.
[via La Nuova Ecologia]
da emiliano
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