A San Rossore per le rinnovabili
Appuntamento aperto a tutti, giovedì 20 e venerdì 21 luglio, nel Parco di San Rossore, a Pisa, per la sesta edizione del Meeting internazionale dedicato all’energia e alle fonti rinnovabili.
Con un invito a partecipare alla manifestazione, Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, si prepara ad accogliere fra i suoi illustri ospiti anche il nuovo ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio, ma soprattutto scienziati illustri come Jeremy Rifkin, Jeremy Legget e Dennis Meadow. Ci sarà anche Beppe Grillo e Adriano Sofri. Per maggiori informazioni leggi Regione Toscana.
da mstramazzo
Ultimo commento:
di giovanni il 01/1/70
http://domenico-schietti.blogspot.com/2006/...
Visualizza / Lascia un commento








novembre 28th, 2006 at 21:25
Dalle turbine eoliche alla centrale a vento magnetico
http://domenico-schietti.blogspot.com/2006/10/motore-di-schietti-e-serpentina-la.html
Non richiedendo forza di gravità , carburanti, condizioni meteorologiche ed interventi esterni, la centrale a vento magnetico è ottimale per le astronavi.
Allora prendete un normale ventolone eolico e apportate delle leggere modifiche.
Sostituite le pale con semplici sbarre in alluminio ed al vertice mettete del materiale ferroso sensibile elettromagneticamente.
Attorno alle ventole, esternamente, mettete una ruota di magneti elettrici disposti come lucine di natale ad intermittenza.
Quando si spegne uno si deve accendere quello successivo e così via.
Ne vanno accesi tre contemporaneamente in corrispondenza delle 3 estremità delle pale sensibili elettromagneticamente.
Nel momento che si accende quello successivo, la pala sarà attratta e si muoverà .
Nello stesso istante che la pala raggiungerà il magnete successivo, si spegnerà , e si accenderà quello ulteriormente successivo.
Più grossa sarà la ventola, maggiore sarà la leva imposta dal suo movimento.
L’energia necessaria per far funzionare i magneti, a seconda delle dimensioni delle pale, sarà 5-10-15 volte inferiore da quella prodotta dalla turbina.
Aumentando il diametro del cerchio inevitabilmente si arriverà al punto di rottura dell’inerzia e quindi i magneti riusciranno a muovere le pale, magari anche solo di pochi milimetri.
A quel punto aumentando la velocità di accensione del magnete successivo aumenterà anche la velocità di rotazione delle pale e la produzione di energia, rimanendo fermo il consumo a quello di 3 elettromagneti.
Infatti essendo che gli elettromagneti si accendono e si spengono in successione, ne rimangono accesi sempre 3 per volta e quindi il consumo è sempre fermo all’energia necessaria per attivare 3 elettromagneti, mai di più.
Se in un secondo si accendono e si spengono in successione 10 elettromagneti uno dietro l’altro
se l’elettromagnete ha una forza di attrazione di un kg
in un secondo, la forza applicata sarà diventata di dieci kg
un kg per accensione
ogni volta che si accende l’elettromagnete successivo si applica nuovamente la forza di un kg,
più rapidamente si accenderà l’elettromagnete successivo, più velocemente girerà la pala perchè verrà applicata maggiore forza
il consumo di elettricità per accendere gi elettromagneti sarà sempre uguale, ma aumentando la velocità di accensione del magnete succesivo, aumenterà la forza applicata e quindi la velocità di rotazione della pala e quindi la produzione di energia.
E’ lo stesso principio dei treni a lievitazione magnetica.
Se si riesce a far viaggiare a 400 km/h un treno di decine di vagoni con migliaia di passeggeri, dal peso di centinaia di tonnellate , allora si riuscirà a far girare anche turbine imponenti, con bassissimo consumo di elettricità , molto minore di quella prodotta.
Si può immaginare che le rotaie del treno siano poste come una specie di giro della morte dell’ottovolante, e il treno continui a girare dentro questa ruota.
I magneti perciò possono rompere l’inerzia di una turbina con resistenza di centinaia di tonnellate e farla a girare a 400 km/h.
Il lavoro utile è impressionante.
La più grande invenzione della storia umana, senza dubbio , che ci apre le porte dell’universo.