Italia rimproverata per le rinnovabili
L’Italia fa parte dei quattro paesi “richiamati” dall’UE per non aver ancora recepito la legislazione comunitaria sulla promozione dell’energia elettrica rinnovabile prevista per la scadenza di ottobre 2003. Purtroppo il nostro paese in questo settore continua a distinguersi unicamente in negativo e i rimproveri provenienti da Bruxelles sono addirittura due: non aver riferito circa i progressi ottenuti nell’uso delle rinnovabili e non aver adottato misure sufficienti per promuoverle adeguatamente. Insieme all’Italia, unico stato europeo ad aver ricevuto due richiami, altri tre paesi per ciò che riguarda la prima infrazione (Polonia, Repubblica Ceca e Regno Unito) e quattro per la seconda (Lettonia, Cipro, Grecia e Irlanda). Ora, la Commissione UE ha trasmesso agli otto paesi altrettante “lettere di messa in mora”, avviando così nei loro confronti la prima fase della procedura d’infrazione prevista dal regolamento comunitario, concedendo due mesi di tempo per rispondere alle obiezioni presentate. La direttiva comunitaria fissa infatti come obiettivo una quota del 21% di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili nell’UE entro il 2010, mentre tale percentuale attualmente è pari al 14%. Anche in un altro settore l’Italia è stata richiamata, si tratta dei biocarburanti, per i quali il nostro governo non ha presentato il “report” richiesto da Bruxelles. Riprendendo le parole di Oreste Vigorito, membro dell’Osservatorio Nazionale delle fonti rinnovabili, c’è da augurarsi che “cessino presto le azioni di contrasto e inizi una stagione di sviluppo delle fonti rinnovabili”. Ce n’è veramente bisogno.
da emiliano
Visualizza / Lascia un commento






