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Il luogo della settimana: Antipodi

erect-crested pinguinoSe fosse possibile bucare da parte a parte la Terra in corrispondenza della cittadina britannica di Greenwich – su cui passa il meridiano 0 – si sbucherebbe in mare aperto, a sud-est della Nuova Zelanda. Tuttavia la terra emersa più vicina sarebbe senza dubbio l’arcipelago delle Isole degli Antipodi, da cui il motivo di questo nome. Si tratta di un arcipelago disabitato composto da un’isola principale – Benjamin – e da numerosi isolotti – Bullon, Windward e Leeward – battuti costantemente dal vento. Scoperte il 26 marzo 1800 dal Capitano Henry Waterhouse con il suo vascello Reliance, furono subito prese di mira per le pelli dei pinguini, molto di moda in quel periodo fra le donne occidentali. Già nel 1804 un’imbarcazione americana lasciò sull’isola principale dodici uomini per fare approvvigionamento, ma sulla strada del ritorno la nave si imbattè in un brutto naufragio che non lasciò scampo a nessuno. Il gruppo di marinai rimasto sulle isole fu salvato solo nel 1805 e in quel lasso di tempo raccolse quasi 60 mila pelli. Per anni la caccia al pinguino si abbattè sulle isole raggiungendo il suo apice nel 1814–1815, quando venne fatta strage di ben 400 mila esemplari. Fortunatamente la caccia al pinguino fu interrotta nel 1830.

Ogni tentaivo di portare allevamenti di bestiame sulle isole degli Antipodi fallì a causa della rigidità del clima e l’arcipelago continuò ad essere nel corso degli anni teatro di numerosi altri naufragi tanto che il governo neozelandese istituì sull’isola di Benjamin un vero proprio deposito per naufraghi.
Attualmnete l’arcipelago, insieme alle isole Bounty, Auckland e Campbell, è riserva naturale sotto la legislazione di Nuova Zelanda e Australia e anche le acque, entro un raggio di dodici miglia marine, sono area protetta. La vegetazione è composta di 166 specie anche se l’isola di Benjamin è composta principalmente di erba da pascolo. La particolarità delle isole infatti, sta nella sua fauna fra cui ci sono gli animali due specie di pinguini, “Erect-Crested” – nella foto – ed “Eastern Rockhopper”, e una specie endemica molto rara, il Pappagallo dell’Isola degli Antipodi – Unicolor VU di Cyanoramphus – attualmente in grave pericolo di estinzione.
Il clima dell’arcipelago è particolarmente umido, relativamente freddo e ventoso, e le precipitazioni si verificano almeno 300 giorni l’anno, con una media di poco inferiore ai 1.500 mm annui, che spiega probabilmente come questo impervio paradiso sub-artico abbia resistito per secoli alla scomoda colonizzazione umana.

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mag  06
11
alle 06:23
da emiliano


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