Inquinamento da pranzi di Natale
Se Emiliano non osa pensare alle tonnellate di celllulosa sprecate per gli auguri, Rick Keil, chimico oceanografico, si è posto il problema di come le tradizioni alimentari dei giorni di festa e lo smodato consumo di cibo, possano impattare sulle acque marine. Analizzando le acque di scarico delle case che, pur se trattate, alla fine finiscono comunque nei mari e negli oceani, Keil e i colleghi dell’università di Washington hanno messo in evidenza come aumentino i livelli di alcune sostanze per uso alimentare. S’impennano, ad esempio, i livelli di cannella e vaniglia o le essenze speziate per produrre biscotti e dolci. Non ultima, infine, la caffeina che è stata trovata fino a 21 metri di profondità . Finora non ci sono studi definitivi su quale e quanta influenza possano avere queste sostanze fortemente aromatiche, hanno dichiarato gli studiosi preannunciando prossime ricerche, ma basta solo pensare ai salmoni, che usano l’olfatto per ritrovare i posti dove deporre le uova, per fare i conti sul possibile impatto. Foto Flickr.
da mstramazzo
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