Ingorghi: di chi è la colpa?
Lavoro, tempo libero, vacanze, affetti, cura di sè, degli altri e della natura. Milioni di ore perse ogni anno per colpa di un moderno flagello: l’ingorgo stradale. Eppure, dicono gli esperti, per arginare il problema le soluzioni esistono. Si parte dalla definizione, che vuole l’ingorgo come una circolazione veicolare che proceda a medie inferiori ai 30 km/h. Poi viene la sua caratteristica – accidentale o ricorrente e prevedibile – subito dopo si passa alla sua ragion d’essere. Lo squilibrio fra l’offerta della rete stradale e la domanda del numero di auto in circolazione.
In media, un autostrada può accogliere 2200 veicoli all’ora e per corsia. Capacità che tuttavia non tiene conto di fenomeni atmosferici vari, rallentatori di marcia, o dei TIR. In ogni caso quando le vetture in entrata superano le 2200 l’ora, l’ingorgo è assicurato.
Certo buona parte dei rallentamenti che favoriscono l’aumento degli ingressi oltremisura è colpa di automobilisti poco abili o scriteriati, ma i gestori delle autostrade sono sempre esenti o non dovrebbero invece imparare ad usare i vari sistemi di rilevamento e usare i dati rilevati per informare l’utente che essendo il conducente 2200 e uno dovrà stare imbottigliato nell’ingorgo pur avendo pagato un servizio che non c’è? A quel punto bonta di ognuno voler continuare in comportamenti masochisti. Compreso l’avvelenamento, con inutili emissioni di anidride carbonica nell’aria.
[via Michelin]
da mstramazzo
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