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L’impatto ambientale del ricordo

tomba marie trintignant

Tante persone non ritengono sufficiente il cuore per custodire affetti e memorie. Così vogliono tombe e lapidi, e soprattutto in questi giorni vogliono anche lumi e fiori.

Non sono riuscita a calcolare l’impatto ambientale di un crisantemo in termini di combustibile necessario per farlo crescere e di emissioni di gas serra – l’impatto sul portafoglio invece è chiaro – ma so che per farlo fiorire al momento giusto ci vogliono le serre, e che siano riscaldate a gasolio e irrigate. Una piccola lampada elettrica votiva, accesa tutte le notti, costa sui 10-15 euro l’anno. Naufrago se cerco di dedurre quante case si potrebbero illuminare per un anno spegnendo un cimitero, e quanto gas serra si risparmierebbe all’atmosfera: mi limito a ricordare, per chi proprio ci tiene, che esistono anche i lumini votivi a impatto zero, alimentati da pannelli solari. E poi, davvero: forse non basta il ricordo nel cuore?
Foto Repubblica

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nov  06
1
alle 08:15
da maria

Ultimo commento:

di il 01/1/70

il link è stato spostato su "lumini votivi a impatto zero"


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3 Commenti to “L’impatto ambientale del ricordo”

  1. aldo de luca dice:

    vorrei sapere se esistono lampade votive diverse da quelle tradizionali e cioè non a incandescenza. C’è qualcuno che lo sa ?
    Grazie

  2. Anonimo dice:

    ciao aldo è scritto nel post che hai appena letto

    se vai sul link che sta su pannelli solari lo scoprirai

    ti risparmio la fatica
    eccolo

    http://www.lucevotiva.it/lumini_a_led_e_fotovoltaici.html

    saluti

  3. Anonimo dice:

    il link è stato spostato su “lumini votivi a impatto zero”

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