Il fotovoltaico in mano agli armatori?
Ogni volta che leggo di nuovi passi avanti della ricerca sul fronte dell’efficienza energetica delle celle solari rimango stupito, ma mi chiedo poi quanto dovrà passare perché dalla sperimentazione si passa alla realtà pratica. Oggi è uno di quei giorni, perché leggo che una sussidiaria di Boeing, la Spectrolab, ha raggiunto il più alto livello di conversione in energia elettrica mai raggiunto con il fotovoltaico. Si parla del 40%, quasi il triplo rispetto agli standard attuali in commercio.
La tecnologia usata da Spectrolab è la stessa utilizzata per le celle impiegate nello spazio e i semiconduttori di cui parla mi ricordano molto i quantum dot del professor Shapiro a cui feci riferimento poco tempo fa. Ma a parte le questioni tecniche, quello che mi colpisce, e soprattutto mi spaventa, di questa storia è che a occuparsi della questione sia proprio Boeing, i cui interessi per lo spazio, ma soprattutto per le armi sono noti a tutti.
Boeing è la più grande compagnia aerospaziale del mondo e soprattutto il principale referente della Nasa. Il futuro del fotovoltaico in mano a una delle dieci multinazionali americane indagate per essere tra i maggiori produttori di armi nel mondo è una cosa che mi spaventa. E non poco. Leggi anche Ten Deadly Enemies of Humanity in America e Riga e i missili balistici della Nato.
da emiliano
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