Il contachilometri del cibo
Food miles è un’espressione usata nei paesi anglosassoni per calcolare l’impatto ambientale del cibo che mangiamo ogni giorno, basato sul chilometraggio dei prodotti – ovvero i chilometri percorsi dal prodotto per arrivare sui nostri piatti. Vengono usati diversi indicatori per calcolare l’impronta ecologica del Food miles e in modo particolare quale mezzo di trasporto viene utilizzato. E’ evidente che se un prodotto viaggia in aereo ha un impatto diverso che se viaggia in treno o su gomma. Su Organic Linker, un portale britannico, esiste un comodo calcolatore grazie al quale è possibile sapere quanta anidride carbonica è stata generata dai prodotti per arrivare in Gran Bretagna. Ad esempio, scopro che un prodotto proveniente dal Brasile percorre oltre 5400 miglia per raggiungere Londra e produce circa 1585 chili di CO2 se, per ipotesi, viaggia in aereo.
Naturalmente esistono anche gli scettici del Food miles i quali credono che l’impatto ambientale del cibo debba tenere in considerazione altre variabili, come ad esmpio l’energia richiesta per la produzione e la quantità di cibo che viene prodotta. Per questo sostengono sia molto più ecologico far crescere dei pomodori in Spagna e trasportarli in Gran Bretagna, che far crescere gli stessi pomodori in Gran Bretagna all’interno di una serra la quale necessita di una notevole quantità di energia per essere riscaldata e illuminata.
In Italia esiste un’interessante mappa del cibo locale, ma immaginate quanto sarebbe utile apporre un’etichetta sui prodotti che indichi i chilometri percorsi dal cibo prima di arrivare alla tavola, passaggi intermedi compresi. Per un approfondimento (in inglese) leggi The Validity of Food Miles as an Indicator of Sustainable Development e BBC. Foto Flickr. Grazie a Gea per il suggerimento.
da emiliano
Visualizza / Lascia un commento






