Animali e specie protette

L’esilio italiano della farfalla Monarca

farfalla monarcaLa Monarca si trova bene nel suo esilio italiano, forse meglio che in patria. Meglio che nelle sue tre patrie, per la precisione: la Monarca è l’unica farfalla migratrice, e le sue grandi ali color ambra e nero ogni anno la trasportano per 4.500 chilometri, dal Canada al Messico. Questi due Paesi, insieme agli Stati Uniti, hanno ora dato vita al “Trilateral Monarch Butterfly Sister Protected Area Network”, un accordo che crea 13 aree protette senza però affrontare alla radice le vere ragioni che rendono la vita difficile alle farfalle. In Messico vengono disboscate le aree in cui trascorrono l’inverno; negli Stati Uniti, dove in primavera, nel corso del viaggio di ritorno verso il Canada, avviene la riproduzione, i diserbanti stanno distruggendo la “milkweed” – erba di latte -, il vegetale di cui si nutrono i bruchi. E non solo: si è dimostrato letale per i bruchi della Monarca, anche il polline del Bt, un mais transgenico molto diffuso negli Usa.

Durante le migrazioni la Monarca a volte fa l’autostop, posandosi sulle navi. Alcuni esemplari sono così giunti alle Hawaii e in Australia, altri in Italia. Da qualche anno infatti la farfalla si riproduce nell’oasi WWF di Burano, in Toscana. Un dorato esilio, un minuscolo puntino rispetto a quel regno lungo 4.500 chilometri che fra un po’ rischia di non appartenerle più. Scritto da Maria Ferdinanda Piva.

[Via Cnn]

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lug  06
10
alle 10:10
da emiliano


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