Sull’ecomostro ruota la crisi di Giunta

Il mega ecomostro – 60 mila posti letto – che risponde al nome di Europaradiso e che dovrebbe sorgere in una zona a protezione speciale di enorme interesse naturalistico è uno dei protagonisti della crisi della Giunta regionale della Calabria.
La crisi è iniziata poco tempo dopo la decisione del Consiglio regionale di ridefinire i contorni della zona protetta per farci stare anche il complesso turistico. Il presidente Loiero, per risolverla, ha incontrato nelle scorse settimane le forze politiche del centrosinistra; la delegazione dei Verdi e soprattutto quella di Rifondazione Comunista hanno subordinato il loro appoggio ad un no ad Europaradiso. Ieri il Consiglio regionale si è riunito senza che si raggiungesse un accordo, o per lo meno il resoconto on line termina con la sospensione dei lavori decisa a metà pomeriggio.
Comunque il progetto di Europaradiso non sembra godere di brillante salute. I finanziatori, al momento, sembrano intenzionati a realizzare solo un decimo di quanto inizialmente previsto: anche questo lotto si trova comunque nell’area protetta del Marchesato del Neto. Secondo quanto scrive “Il Crotonese”, a regime la gestione della struttura tusistica prevedrebbe il coinvolgimento di società satelliti costituite in Paesi a fiscalità agevolata. In questo contesto, fa una patetica tenerezza l’intesa fra i finanziatori dell’ecomostro e la Confcommercio locale – un’intesa pure sbandierata come una vittoria dal comitato pro Europaradiso – in base alla quale, a parità di prezzi, il complesso turistico acquisterà prodotti alimentari locali.
da maria
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