La Lega vuol far sprofondare Venezia
Sono anni che l’Eni cerca di sbloccare il divieto che non consente di estrarre idrocarburi nell’Alto Adriatico e in modo particolare nelle aree di Venezia e Chioggia, dove il fragile equilibrio della laguna rischia di essere compromesso da ulteriori interventi antropici. La zona, già interessata da notevoli abbassamenti del suolo, sarebbe posta infatti in serio pericolo da estrazioni metanifere.
Contro uno scempio del genere e contro i tentativi della cosiddetta “lobby della trivella”, si battono ormai da anni la Regione Veneto e tutte le persone sane di mente. Sanità che sembra mancare però agli esponenti della lega Nord e in modo particolare al neosenatore Dario Fruscio, non a caso consigliere d’amministrazione dell’Eni. Questa infatti la cura proposta dal leghista per salvarci dal caro-petrolio, dal caro-bollette e dalla dipendenza energetica: far ripartire l’estrazione di gas dai giacimenti nell’Alto Adriatico, quelli nel sottosuolo della laguna e quelli al largo di Chioggia e di Venezia. Dimenticando quindi la tanto amata devolution e affermando che “alla regione va tolta la facoltà di intervento su risorse strategiche per tutto il Paese, soprattutto quando esperti internazionali sottolineano che non ci sono rischi”. Ci piacerebbe conoscere il nome di questi esperti che fanno la Lega compatta di fronte al problema, sperando che non siano gli stessi che consigliarono l’Eni già qualche anno fa e che la fecero finire nel 2001 sul registro degli indagati per i reati di disastro, inondazione, danneggiamento, abuso d’ufficio e deturpamento ambientale. Già allora non fecero un bella figura.
[via e-gazzette]
da emiliano
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agosto 5th, 2006 at 13:19
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