L’eolico del futuro si chiama Kite Wind
Si chiama Kite Wind Generator ed è un’idea tutta italiana uscita dalla mente di Massimo Ippolito della Sequoia Automation. Il progetto nasce dall’idea di applicare il principio kitesurfing – sport che si pratica con una tavola da surf trainata in acqua da un aquilone – per la produzione di energia eolica. Praticamente si tratta di una base a terra composta da un grande carosello che fa girare tramite braccia d’acciaio tutta la struttura, a cui sono legati degli aquiloni mossi dal vento ad alta quota. Il progetto, frutto di anni di ricerca e sviluppo, ha già prodotto alcuni brevetti europei, e promette di generare energia in abbondanza a costi molto bassi e di concentrare su un unico impianto importanti quantità di energia eolica.
Il grande vantaggio di KiteGen è rappresentato dal fatto che occupa un’area molto piccola, che si può installare quasi ovunque – in particolare offshore – ha un impatto visuale ridottissimo – gli aquiloni sono praticamente invisibili da terra – ma allo stesso tempo è in grado di fornire una quantità di energia equivalente a quella prodotta da una centrale nucleare. Gli aquiloni si spingono fino a 1.000 metri di altezza, hanno una superficie di decine di metri quadrati e sono manovrabili da terra con una coppia di funi, che consente di controllarne la direzione di volo e l’assetto rispetto al vento grazie a software e sensori specificamente sviluppati. Un sistema che se trovasse i giusti committenti potrebbe realmente rivoluzionare il sistema di produzione dell’energia.
da emiliano
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di reporto il 01/1/70
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aprile 27th, 2006 at 00:30
grazie per il video perché non l’avevo visto
sapevo già invece del premio e del blog
sarebbe bello se l’Enel invece di impegnarsi nell’utilizzo di reattori nucleari obsoleti in Slovacchia pensasse a elaborare progetti del genere…
utopia?
aprile 26th, 2006 at 20:55
recentemente ha vinto un premio..la notizia era di ANSA..adesso ti metto il link..xò nn so se è permanente o meno..in caso dimmelo ke l’ho ricopiato
http://www.ansa.it/ecoenergia/notizie/fdg/200604240930239359/200604240930239359.html
e..ultima cosa..qui puoi trovare una ricostruzione virtuale in flash ke aiuta a capire come funziona
http://sequoiaonline.com/blogs/ARCHIVIOscelti/filmkwg.mov
e questo è il blog relativo al progetto
http://www.sequoiaonline.com/blogs/index.php
via ecoblog
saluti
aprile 27th, 2006 at 11:35
sarebbe bello se aumentassero anke l’efficienza degli impianti..solo x cominciare..e sarebbe bello anke se rubbia potesse sperimentare la sua centrale solare termodinamica in italia..così nn è purtroppo…siamo troppo indietro.
Leggevo su nova del sole 24 ore ke in australia quasi un punto percentuale del PIL rientra dall’istruzione: cioè gli studenti stranieri vanno in australia x imparare spendendo moltissimo..questo kiaramente ha effetti sul PIL..istruzione e ricerca sono incentivate.
Noi siamo ridicoli..vabbeh..sxiamo ke il nuovo governo faccia qualcosa, ma nn ci credo proprio..se vogliamo ke qualcosa si smuova c’è bisogno di giovani, di idee concrete ed anke radicali (nn nel termine negativo ke di solito si attribuisce).
Il discorso è lungo e complesso..quindi ciccia..vedremo e giudikeremo poi
saluti
giugno 26th, 2006 at 08:58
katewind.salve,dopo aver sentito l’intervista a ippoliti alla radio,sono rimasto entusiasta di questo progetto.io non riesco a capire perchè dobbiamo acquistare energia elettrica all’estero e soprattutto dalla francia,che magari oltre ai soldi che dobbiamo pagare dobbiamo occuparci anche delle scorie radioattive delle c.nucleari
quindi spesa su spesa,quando invece abbiamo l’opportunità di produrre energia elettrica ai minimi costi senza inquinare.bisogna assolutamente sostenere ippoliti,magari autotassandoci prima che qualche multinazionale straniera ne finanzi la realizzazione del progetto kitewind all’estero.bisogna pubblicizzare il progetto in tutti i modi affinchè si trovino le risorse per realizzarlo.essere primi a farlo creerebbe tanti di quei vantaggi che tutta l’economia nazionale ne trarrebbe un impulso vitale e non solo quella.
giugno 26th, 2006 at 12:05
ciao riccardo, sembra che kitewind abbia trovato dei finanziamenti dal governo
leggi questo
http://www.blogeko.info/index.php/2006/06/15/
kite_wind_generator_finanziamenti_fit
novembre 29th, 2007 at 13:41
sei un ignorante
novembre 14th, 2007 at 10:47
Mi sembra la solita cazzata all’italiana.
Scusate la drasticità , ma vedo soltanto belle parole, un filo di leggi fisiche (tanto per sembrare seri) e pochissima realtà .
Anzitutto: nessuno ha pensato che salendo di quota l’aria diventa più fine e quindi meno portante (e la potenza diminuisce).
Quindi, 1000 metri di cavo per un aquilone? ma per favore, si tratta di vincoli ingegneristici che, se mai realizzabile, introdurranno costi di manutenzione incredibili.
Terzo: produrrebbe energia come una centrale nucleare? scusate, ma aveve un’idea di quanta energia è un gigawatt? può fondervi il vostro macinino ad aquiloni in un minuto… non credo che un macinino del genere potrebbe mai passare il megawatt (già non male, per un eolico, beninteso).
infine, posso dire che mi ricorda tanto ile presentazioni che un mio ex professore faceva a congressi ed enti finanziatori riguardo mirabolanti progetti, di cui in parte mi occupavo anch’io e che posso dirvi essere previsioni assolutamente utopistiche, basate peraltro su falsi presupposti di natura TEORICA!
Conclusione: in questo “progetto” c’è tanta aria per ottenere finanziamenti, tanta retorica e populismo ma NESSUNA PROSPETTIVA DI APPLICAZIONE.
giugno 11th, 2008 at 15:21
dopo 2 anni ci arriva anche repubblica con questo articolo
http://www.repubblica.it/2008/06/sezioni/ambiente/nucleare2/centrale-ad-aquiloni/centrale-ad-aquiloni.html
giugno 13th, 2008 at 16:45
Il fatto è che, finchè non ci togliamo dalle balle tutti sti petrolieri stramiliardari che se ne fregano dell’ecologia, ci toccherà bruciare petrolio e uranio all’infinito. In più trovano anche il conforto di quegli “scettici saccenti” asserviti al potere che sono solo capaci di criticare le idee innovative…(v.”Beaumes de Venise”)… altro che ventunesimo secolo, qui si torna nel medioevo…
marzo 30th, 2009 at 17:45
io penso ke si potrebbe fare come adotta un kw in scala più larga e creare un’azienda elettrica
utilizzando questa tecnologia