L’Enel è nucleare anche in Romania
Continua la politica nucleare dell’Enel, volta a investire ingenti risorse in compagnie elettriche dell’est europeo. Dopo l’acquisizione del 66% della società slovacca Slovenské Elektrárne e il progetto di completamento di due reattori nucleari ormai obsoleti per un investimento di 1,6 miliardi di euro, ora l’Enel ha acquisito il 67,5% di EMS Electrica Muntenia Sud, una compagnia elettrica che illumina oltre un milione di persone nella regione di Bucarest, e ha intenzione di partecipare alla gara d’appalto per la costruzione di altri due reattori nella centrale di Cernavoda, in Romania. Costo dell’investimento: 50 milioni di euro.
Essendo ancora lo stato il principale azionista dell’Enel – il ministero dell’economia detiene oltre il 30% del pacchetto azionario – viene da chiedersi se una politica del genere sia compatibile con i piani del governo, e se sia ammissibile che una parte consistente dei soldi delle nostre bollette – oltre a finanziare gli ingenti costi di riprocessamento delle scorie dei vecchi impianti italiani e l’inquinamento delle centrali termoelettriche in rapporto al commercio delle emissioni – debbano essere investiti anche in scelte come queste.
Prima di diventare “buoni cittadini rumeni” come titolato nel portale Enel, Fulvio Conti e soci dovrebbero pensare a essere buoni cittadini italiani. E questo significa tenere in considerazione il parere dei propri investitori – che hanno detto no al nucleare molti anni fa – e badare innanzitutto alla loro salute, cosa verso la quale l’Enel ha dimostrato negli anni una assai scarsa propensione.
da emiliano
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