Enel e la condanna per Portotolle/2
A proposito dell’annunciato e scontato ricorso in appello da parte dell’Enel nei confronti della sentenza di condanna per danneggiamento di flora e fauna del Parco naturale del Delta del Po’ emessa dal tribunale di Adria il 31 marzo sarà meglio ricordare ai legali dell’ente per l’energia elettrica che alla pagina Enel responsabilità anche loro possono leggere: “Un’azienda come Enel ha il dovere di farsi carico, oltre che dei risultati economici, anche dell’impatto sociale e ambientale delle proprie attività . In questi anni abbiamo lavorato intensamente per essere all’avanguardia anche sul fronte della Corporate Social Responsibility, misurandoci con le migliori esperienze delle grandi società internazionali”.
“Con il termine inglese di governance – parole del presidente Enel, Piero Gnudi – si ricomprende un complesso di regole, processi, sistemi di direzione e controllo per avere una corretta, efficace e trasparente gestione della società e che consente agli stakeholder (azionisti, finanziatori, risorse umane, clienti, fornitori, istituzioni, generazioni future, comunità ) di essere puntualmente informati circa il rispetto delle norme che l’impresa si è data e circa la sostenibilità delle sue azioni”. Le aziende caratterizzate da elevati standard etici – prosegue Gnudi – sono quelle che attraggono di più i giovani, soprattutto i più dotati e sono quelle dove l’orgoglio di appartenenza e le motivazioni sono più forti e radicati”. E per finire si legge di Paolo Scaroni, amministratore delegato Enel dal 2002 e condannato al carcere insieme all’ex a.d. Tato’: “ha maturato nelle società internazionali l’esperienza che lo ha avvicinato alle problematiche ambientali, sociali e di corporate governance nel rispetto degli analisti finanziari e degli investitori. “A partire dal 2002 – spiega Scaroni – abbiamo rivolto una grande attenzione a questi temi all’interno e all’esterno della nostra azienda.” ecc. ecc.
Insomma, cari difensori dell’appello Enel quanto letto sembra proprio l’idea giusta per iniziare la stesura del ricorso che, col senno di Nostradamus, potrebbe finire con: Signori Giudici come si fa a condannare una società cosi? Per forza di web, dev’essersi trattato di un…errore.
[via Enel]
da mstramazzo
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