Mediterraneo divorato dal cemento
584 città , 750 porti turistici e 286 commerciali, 13 impianti di produzione di gas, 55 raffinerie, 180 centrali termoelettriche, 112 aeroporti e 238 impianti per la dissalazione delle acque: questo il computo complessivo della presenza umana lungo le coste del Mediterraneo in base al rapporto presentato oggi a Parklife da Paul Mifsud, coordinatore Unep/Map, il Programma ambiente Mediterraneo delle Nazioni Unite. Secondo il dossier non c’è dubbio: gli uomini preferiscono le coste e con un tasso di crescita annuo dell’1%, è facile prevedere che la popolazione delle città costiere raggiungerà la cifra di 90 milioni di abitanti entro il 2025, rispetto ai 70 milioni registrati nel 2000.
A questi vanno aggiunti 137 milioni di turisti che si uniranno ai 175 milioni che già oggi frequentano i Paesi mediterranei, e particolarmente i litorali nei mesi estivi. Un tasso di crescita che farà conquistare al cemento più della metà del patrimonio naturale appartenente ai 21 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo e c’è veramente da preoccuparsi se è vero, come emerge da uno studio condotto nelle isole Baleari, che un turista produce in media il 50% di rifiuti solidi in più rispetto a un residente e il consumo di acqua potabile aumenta del 45%.
Il Mar Mediterraneo, con i suoi 46 mila km di coste per lo più rocciose, ricopre solo lo 0.8% della superficie acquatica terrestre, ma contiene ben il 7% di tutte le specie marine conosciute al mondo. Sono presenti 580 specie di pesci, 21 di mammiferi marini, 48 squali, 36 razze e 5 tartarughe, oltre a 1.289 specie vegetali marine dove il 75% di esse si concentra proprio nella zona costiera, che fino a 50 metri di profondita costituisce solo il 5% dell intero bacino. Un patrimonio quindi che va difeso dalla cementificazzione che in Italia ha raggiunto la cifra ragguardevole del 60-70% rispetto al totale. E proprio l’Italia in quest’ambito vanta un preoccupante primato con 196 comuni dislocati lungo i suoi 8.000 chilometri di coste che rappresentano da soli quasi un terzo di tutti territori urbanizzati presenti nel Mediterraneo.
Per avviare una gestione sostenibile dell’ambiente costiero l’Unep/Map sta lavorando ad un nuovo protocollo, che dovrebbe essere varato nel 2007 e che sarà vincolante per i Paesi firmatari.
da emiliano
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