Padella della Co2 e brace nucleare
Qui finisce che passiamo dalla padella dell’anidride carbonica all’ancora più calda brace del nucleare. Ormai messi alle corde dal riscaldamento globale legato alle emissioni di Co2, i governanti fanno gli occhi decisamente troppo dolci alle centrali nucleari sostenendo che rappresentano l’unica via per ridurre i gas inquinanti rilasciati dai combustibili tradizionali. E’ in corso la Conferenza nucleare del Pacifico, dove l’Associazione mondiale nucleare – da che pulpito viene la predica: è come chiedere all’oste di illustrare la bontà del suo vino – ha dichiarato che per salvare la Terra dall’effetto serra bisogna moltiplicare per 20 i reattori nucleari oggi in funzione.
Così, oltre che l’Indonesia e l’Inghilterra, anche l’Australia sta seriamente pensando al nucleare futuro, e la Cina fa shopping di uranio. A prescindere dalle altre considerazioni – l’uranio non è infinito, esattamente come i combustibili fossili, e le scorie nucleari rappresentano un problema pressochè eterno – ricordo che un tubo, un solo tubo crepato in una centrale nucleare è in grado di mettere in allarme mezzo mondo. Fra tutti questi potenti signori che vogliono sciacquarsi con lo sporco nucleare una sporca coscienza ecologica, non ce n’è uno che stia degnando di uno sguardo un progetto come il Kite Wind Generator, in grado di fornire moltissima energia completamente pulita e rinnovabile: il prototipo è entrato in funzione in questi giorni, e i media non ci hanno sprecato una riga. Forse sarebbe il caso di seguire l’esempio della Spagna. Approfondimento (in inglese) a proposito delle tentazioni nucleari su English Aljazeera.
da maria
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