L’olio di palma minaccia gli oranghi
Le più note industrie alimentari degli USA, come Keebler, Oreo, Mrs. Fields, Pepperidge Farm, sono passate recentemente dall’uso degli economici grassi trans, sotto accusa perché mettono seriamente a rischio la salute, ai grassi saturi contenuti nell’olio di palma. Quest’ultimo è sempre più usato nella produzione di biscotti, dolciumi e crackers, e purtroppo provoca delle gravissime conseguenze sull’habitat naturale degli oranghi, ma non solo anche di tigri, rinoceronti ed elefanti. Nell’isola di Sumatra e nel Borneo infatti l’aumento delle coltivazioni illegali di palma da olio sta causando una vera e proprio ecatombe, togliendo spazio alle foreste pluviali e ai loro abitanti. Per questo il Center for Science in the Public Interest ha lanciato una campagna per porre fine a questo scempio e per convincere le grandi case produttrici ad abbandonare l’uso di olio di palma a favore di oli meno dannosi per l’organismo e per la sopravvivenza delle foreste (soia, arachidi e mais).
Per gli stessi motivi il WWF segnala la triste storia di 10 elefanti di Sumatra costretti in catene agli alberi e lasciati senza cibo e acqua a sufficienza. Gli animali infatti, privati del loro habitat naturale, finivano per razziare i raccolti e minacciare i villagi vicini nella zona di Riau, in Indonesia. Negli ultimi sette anni la popolazione di elefanti di Riau si è dimezzata passando da 700 a 350 esemplari.
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da emiliano
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