La battaglia contro il Cip6
Per chi non avesse seguito in passato i nostri post su inceneritori e Cip6, spieghiamo brevemente che il Cip6 è un contributo destinato alle fonti rinnovabili in applicazione della Direttiva Comunitaria 2001/77. In Italia questa normativa ha visto la luce grazie al D.Lgs. n°387/2003, ma con una distorsione. Al contributo ha accesso anche l’energia prodotta attraverso l’incenerimento della quota non biodegradabile dei rifiuti. Solo nel 2004 il Grtn ha ritirato una quantità di energia elettrica prodotta da impianti incentivati a Cip6 pari a 56,7 TWh, di cui ben il 76,5% alimentati da fonti assimilate alle rinnovabili. Naturalmente il Cip6 proviene dai soldi delle nostre bollette che, invece che finanziare le fonti realmente rinnovabili, vanno a finanziare gli inceneritori. Ora, con una delibera del 15 novembre l’Antitrust ne ha tagliato la redditività .
Le compagnie maggiormente interessate alla questione, come Erg, Edison e Saras, minacciano di scendere sul piede di guerra, a difesa dei loro plurimiliardari interessi, ma a discapito dei nostri, di interessi.
Intanto in Senato è arrivato il disegno di legge sulla comunitaria 2006 che vede da una parte i Verdi e Rifondazione a difendere il diritto alle rinnovabili e quindi a richiedere l’eliminazione della “distorsione” relativa al Cip6 mentre dall’altra ci sono quelli che vogliono salvare il Cip6 (anche stavolta c’è lo zampino del ministero Bersani!) per gli impianti fino ad oggi autorizzati, cioè praticamente fino al 2020.
da emiliano
Ultimo commento:
di Crucco il 01/1/70
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dicembre 12th, 2006 at 09:26
Volevo fare una rettifica al tuo post. I sistemi di incentivazione attualmente vigenti sono i certificati verdi. I cip 6 sono stati attivati nel 92. Cambia il sistema di accesso a questi incentivi. Se per i Cip6 si doveva entrare in graduatoria, per i certificati verdi chiunque produca energia da rinnovabile o assimilato può richiederli