Cile: nuovi dittattori antiambiente
A poco meno di 400 chilometri da Santiago, sul fiume Itata, è entrato in funzione uno dei più grandi complessi industriali mai costruiti per la produzione di pasta bianca di cellulosa. A regime, con gli alberi dell’antistante area di Nueva Aldea, la produzione di pasta ammonterà a 850 mila tonnellate l’anno.
E malgrado l’opposizione risoluta degli ecologisti e di diverse associazioni di cittadini, siamo di fronte ancora una volta a un progetto avallato da un governo che, in chiave ambientalista, sembra ricalcare i passati dittatori, ha dichiarato Lucio Cyencaa, direttore dell’osservatorio sui danni ambientali dell’America Latina (OLCA). Si è concesso alla CELCO (Celulosa Arauco y Cconstitution) di creare un’altro impianto non considerando i danni ambientali che la stessa azienda ha già prodotto con lo stabilimento di Los Lagos, dove ha già compromesso irrimediabilmente la salute del fiume Cruces, come dimostrato dalla morte di migliaia di cigni e di altri uccelli acquatici.
Non si tratta di opporsi allo sviluppo economico del Cile come accusa il governo, ha continuato Lucio Cyencaa insieme ad altri autorevoli oppositori del progetto, ma solo di rivedere i metodi produttivi, ed essere certi che non vengano usati i composti a base di cloro per la produzione della cellulosa, i quali finiscono poi sistematicamenti nelle acque dei fiumi circostanti. Nonostante le “rassicurazioni” del governo e dei vertici della CELCO infatti, i dubbi di cui sopra sarebbero più che fondati visto che i vigilantes dell’azienda non esitano ad aprire il fuoco su quanti tentano di avvicinarsi agli impianti di scarico delle fabbriche, anche solo per accertarsi della idoneità degli impianti.
[via Ipsnews]
da mstramazzo
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