Verde

Il “sobrio” Natale della Chiesa

sila abete

Abbiamo sentito più volte il papa lanciare appelli per la salvaguardia del pianeta, ma in questo non c’è niente di diverso rispetto ai vuoti proclami che spesso sentiamo recitare durante le assise dei grandi del pianeta (vedi Nairobi).
Per il “sobrio” Natale cristiano la Chiesa fa sradicare un abete di 32 metri dal Massiccio del Garaglione, nella Sila, un’operazione complessa e costosa, soprattutto per il trasporto.

L’albero occupa quasi tutta la carreggiata dell’autostrada e la scorta, composta dalle volanti verdi del Corpo forestale, dalla Protezione civile regionale e dall’Anas, è costretta a frequenti soste per consentire lo smaltimento delle code che si creano alle sua spalle. Oggi una prima sosta è stata effettuata dopo che si era formata una coda di due chilometri. Stesso discorso sarà per il ritorno. Senza voler tenere in considerazione lo stress che subirà il grande abete nel trasporto, mi chiedo: ma la Chiesa del “buon Gesù” non poteva trovare una soluzione un po’ meno spettacolare per decorare piazza San Pietro a Natale?

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dic  06
12
alle 02:17
da emiliano

Ultimo commento:

di Luca il 01/1/70

e non sono lo stesso Luca del secondo commento, sia ben chiaro.


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7 Commenti to “Il “sobrio” Natale della Chiesa”

  1. Alessio Scippo dice:

    Cloro al clero e al Pappa Maledetto Ennesimo!

  2. Luca dice:

    Da quello ke ho sentito è un dono fatto alla kiesa, quindi la colpa maggiore ce l’ha ki pensa di farsi bello regalando un abete al papa..cosa ke potrebbe benissimo essere evitata visto ke l’abete è l’esempio più eclatante di un natale laico! Se lo portiamo al vaticano..beh, si danno la zappa nei piedi da soli..ci manca solo qualcuno ke si travesta da babbo natale e saranno a posto.

    Ma vuoi vedere ke l’hanno fatto x gentilezza? non sia mai ke si rifiuti un regalo!

    Saluti

  3. Homo.Silvestris dice:

    Secondo voi quanto è costato il taglio,trasporto e il personale per un operazione del genere?e chi l’ha pagato?Corpo forestale… Il papa e il vaticano son grandi ipocriti,ma non per il fatto ke dicono ke il creato (ossia l’ambiente) deve essere tutelato e poi accettano in dono un mega abete,ma x il fatto ke continuano a dire ke i figli sono il bene più importante e impediscono la diffusione dei metodi contraccetivi e del controllo demografico, in questo modo aggravano sempre più il problema del sovrappolamento e della bomba demografica….

  4. Anonimo dice:

    x Luca

    hai ragione tu Luca si tratta di un regalo della Regione Calabria

    x Homo Silvestris

    per quello che riguarda la spesa necessaria a sostenere trasporto, taglio ecc. credo che superi ampiamente le mie entrate annuali… :-D

    ciao

  5. Luca dice:

    3012

  6. Luca dice:

    Premetto che sono molto d’accordo con i principi di tutela, salvaguardia e preservazione dell’ambiente, nonché di ponderazione e valutazione degli interventi da eseguire al fine di perseguire tali principi. Abito in Trentino, in un territorio tutelato da un Parco, amo il mio territorio, il bosco, la montagna, più di alcuni “predicatori” che probabilmente hanno il primo abete rosso a 200km da casa, ma nonostante questo brillano di saggezza ambientalista. Nel mio tempo libero passeggio, corro e pratico Nordic Walking nel bosco, a 2 minuti dalla finestra della mia cucina, mangio le fragoline, i mirtilli, le erbe che il mio nonno mi ha insegnato a distinguere anni fa; cerco le conifere più alte, mi ci arrampico e da lassù ammiro gli scorci panoramici della valle, verde e rigogliosa come la maggior parte dei paesaggi alpini. Nonostante questo non posso dirmi ambientalista, perchè questo termine abusato indica ormai una moda, un affinità politica, non certo un amore per l’ambiente, dato che di ambiente troppi parlano solo perchè hanno la bocca in mezzo alla faccia, purtroppo taluni dimostrando anche una spiccata ignoranza in materia. Leggendo qualche libro o qualche articolo di settore non si può certo acquisire una conoscenza, qualunque essa sia. Si può materializzare un opinione, ma le opinioni meriterebbero di rimanere tali.
    La ponderazione e valutazione degli interventi da eseguirsi in ambienti con interessi Naturalistici, che citavo prima, non è sicuramente una virtù di molti ambientalisti, poichè qualsiasi filo d’erba piegato và contro i loro fantomatici principi. Questo è ostruzionismo, terrorismo, non ponderazione, valutazione.

    La polemica sull’albero di Natale fa da sè una pubblicità spinta all’ignoranza in materia della classe sociale sopraccitata. L’abete del 2005 per il Vaticano veniva dal Trentino. Prima di tutto c’è da complimentarsi poichè all’interno del vostro scientifico articolo si è detto sradicare, tanto per gonfiare un po’ la cosa, tipoco principio di disinformazione ambientalista…(gli alberi si tagliano, il vento li sradica). Probabilmente non sapete che esistono degli indici che rispecchiano un bosco sano in merito ad abeti su chilometro quadrato. Probabilmente non sapete che già nel 1975, dai Piani Economici eseguiti capillarmente sul nostro territorio, in molte zone del trentino vi era un valore troppo elevato di abeti/superficie. Probabilmente non sapete che se il rapporto è troppo elevato e si fanno dei tagli, non significa deturpare il bosco (gonfia gonfia), ma lasciare spazio alle altre centinaia di specie di flora di vivere, nonchè alla fauna di nutrirsi, dato che sotto gli abeti non cresce niente e di aghi di pino non si nutre nessuno. Probabilmente non sapete che dal 1975 (già con eccesso di abeti) ad oggi le zone a bosco sempreverde sono aumentate a dismisura a scapito di pascoli, boschi di faggio, betulle, larici, noccioli ecc. Probabilmente non sapete che in un anno, in un bosco di 100.000 abeti, nascono 3.000 piccoli abeti, e ne vengono abbattuti forse 100, con tutti i problemi che ne conseguono. E voi mi fate una predica sul taglio di 1(uno) abete? E voi criticate un amministrazione, o un ‘AziandaPromozioneTuristica, che con le proprie risorse, e quindi di noi censiti(non vostre), porta avanti un’iniziativa così bella, che tra l’altro ho vissuto in prima persona e non dimenticherò mai? Tra l’altro con il solo scopo di promuovere il messaggio “Venite a vedere la splendida Natura dei nostri Parchi”, quindi luoghi di valorizzazione e tutela. E’ emblematico che un ambiantalista invece percepisca questo messaggio come “Guardate come sradicano le piante in montagna”, ma che saggio, anche perspicace direi, e poi si fa chiamare ambientalista. Nelle righe sopra ho sentito perfino dire che “La chiesa è ipocrita perchè lancia appelli alla salvaguardia del pianta e alla tuttela del creato, poi fa tagliare un abete”. Non credo sia necessaro commentare nemmeno queste frasi, c’è da spanciarsi dalle risate per la manifesta ignoranza di alcuni, in virtù di quanto dettò fin’ora credo che chi ha un micron di materia grigia possa tirare le prioprie conclusioni; mi fa piacere che anche gli ambientalisti ed i naturalisti abbiano i propri eretici.

    Ma cosa volete… Ma lasciate perdere queste strumentalizzazioni, le vostre teorie sui boschi, sui tagli degli abeti e via dicendo sono solo strumenti mediatici e politici. Il problema non esiste proprio, semmai esiste il problema opposto. Tutto il resto è stato creato ad hoc, certo fa comodo per trovare spazi sui mezzi di comunicazione di massa, allora però fatevi chiamare profeti, o ciarlatani, non amanti dell’ambiente.
    Ma lasciate parlare chi ha le conoscenze per farlo, comoda sbraitare al vento inneggiando alla tutela; magari poi siete gli stessi che vengono in vacanza da noi, ed in inverno, pavoneggiandosi appartenenti a quel partito politico “di quel colore là”, ci dicono: “Ma che brutto abete, che schifo, perchè non lo tagliate che è secco? Dov’è la cura del bosco qui!”, e brillando sempre di saggezza non hanno l’umiltà di chiederci come mai, così potremmo fargli notare che è un larice, che in inverno è così perchè nonostante abbia gli aghi non è un sempreverde.

    Mentre il mondo viene asfaltato, cementizzato, urbanizzato, industrializzato, inquinato ecc, si ha il coraggio di criticare l’unica economia che tagliando lo 0.5% dei boschi del proprio territorio, e facendo un PRATO, ha creato una delle economie più rigogliosa d’Italia, grazie al turismo sciistico invernale.
    Siete ridicoli, lasciateci stare, grazie.

  7. Luca dice:

    e non sono lo stesso Luca del secondo commento, sia ben chiaro.

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