Via la centrale nucleare di Trino
Nell’autunno del 2007 il referendum popolare che sentenziò lo stop del nucleare in Italia compirà i suoi primi vent’anni. Da quel momento, con il blocco della produzione nucleare si avviò pure lo smantellamento delle centrali nucleari italiane: Garigliano in Campania, Latina nel Lazio, Caorso in Emilia e Trino in Piemonte. E proprio a Trino ieri è stato rimosso il corpo a bassa pressione delle turbina principale: 90 tonnellate di peso e 11 metri di lughezza. Un punto di non ritorno, il commento di Ugo Spezia, responsabile della Sogin, azienda che si occupa dello smantellamento delle centrali. Quand’anche si volesse riattivare la centrale, ha aggiunto Spezia, non sarebbe più possibile specie dal punto di vista economico. In ogni caso, il passaggio di ieri è un altro passo del lungo processo per riportare il sito a “prato verde” entro il 2020, anno di chiusura definitiva del capitolo produzione di energia nucleare.
Al riguardo, per gli amanti del nucleare, è bene ricordare che per dismettere una centrale come quella di Trino, costruita in meno di tre anni, ne servono almeno 20, sempre che si disponga di un sito per lo stoccaggio di tutti gli elementi che la compongono. E proprio il problema dello stoccaggio rappresenta la più lunga e annosa fra le operazioni. Lo dimostra il fatto che da anni si cerca una soluzione e solo recentemente sembra che la Sogin, grazie a una direttiva dell’ex-ministro delle attività produttive Scajola, potrà trasportare e riprocessare in Francia le 235 tonnellate di combustibile nucleare irraggiato in stoccaggio nei depositi nazionali e nelle centrali inattive. Un’operazione che costerà 300 milioni euro e che andrà a ricadere direttamente sulle nostre bollette.
Tanto per fare un esempio, nella centrale di Trino sono momentaneamente stoccati 780 metri cubi di scorie e 14,3 tonnellate di combustibile. Materiali che attendono una destinazione finale che, per definizione della stessa Sogin, va scelta dopo aver analizzato i rischi di catastrofi naturali. Processi che comunque la società non sembra voler affrettare visti anche gli attuali problemi nella gestione dei rifiuti presso il deposito di scorie di III categoria – le più pericolose, da stoccare per migliaia di anni – a Rotondella in Basilicata, e presso tutte le altre centrali e molti dei depositi disseminati sul nostro territorio. Una questione che fa riflettere seriamente sull’utilizzo di una fonte energetica che ha dei costi altissimi, che ha una prospettiva di utilizzo che si aggira intorno ai 50 anni – questa la durata delle riserve di uranio in base ai consumi attuali – e che ci lascerà tonnellate e tonnellate di rifiuti radioattivi da smaltire a nostre spese nel corso di migliaia di anni.
Approfondimenti:
- Chi non ha paura di Chernobyl?
- Il nucleare nella nostra bolletta
- Quanti pannelli solari con 100 miliardi di euro?
da mstramazzo
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maggio 24th, 2006 at 10:22
Edoc, un grande!
maggio 17th, 2006 at 13:29
Le solite sciocchezze!
Intanto le riserve di Uranio sono stimate in 10 milioni di tonnellate e, visto che i 440 reattori in funzione ne consumano 25 circa l’anno (e non 65.000 come dicono alcuni pseudo ambientalisti!), le riserve basterebbero per diverse migliaia di anni. Riguardo al prezzo ed ai tempi per lo smantellamento di Trino, dovete fare mea culpa voi ed i signori politici che, stravolgendo il quesiti del referendum che poneva solo una moratoria di 5 anni per la costruzione di nuovi impianti, decisero per tornaconto elettorale di smantellare tutte le centrali esistenti e quelle in fase di costruzione.
Anche il problema dello stoccaggio delle scorie è più politico che scientifico: la cosa importante è isolarle dall’acqua, unico mezzo che può trasportare radioattività neel’ambiente; ebbene, una volta vetrificate, cementicate e chiusi in appositi box schermati senza saldature, sono non al sicuro ma al sicurissimo. La cava di argilla o sale è solo una garanzia in più per la sicurezza ambientale.
Infine: Idroelettrico: 2 cent. Kw/h, Nucleare 4 cent Kw/h (comprensivi anche dei costi di “decommissioning” di scorie e centrali), carbone 15 Kw/h, Gas 30 Kw/h, petrolio 45/50 Kw/h…
Sono un cittadino APOLITICO che per anni, ascoltando le scemenze ambientaliste, ha visto il nucleare come un flagello. Mi è bastato informarmi solo da un punto di vista scientifico per capire tutte le bugie che hanno impaurito gli italiani dopo Chernobyl e che hanno portato a quel referendum farsa dell’87.
Al quel tempo, un giornale commentò: “Si chiude con il nucleare: grande vittoria dei petrolieri!”
agosto 5th, 2006 at 06:06
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agosto 5th, 2006 at 05:31
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agosto 9th, 2006 at 08:24
[URL]http://www.denso.linux41.org[/URL] [URL]http://www.messenger.ridewithlife.net[/URL] [URL]http://www.lyric.theultimateguide.org[/URL] [URL]http://www.firewall.theultimateguide.org[/URL] [URL]http://www.mario.ridewithlife.net[/URL] [URL]http://www.tuttalanotte.info[/URL]
agosto 9th, 2006 at 09:19
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marzo 2nd, 2008 at 22:19
Edoc hai perfettamente ragione.Non serve aggiungere altro.