Canada, uno schiaffo a Kyoto
Uno schiaffo in faccia a Kyoto. Si potrebbe definire così la decisione del Canada di accantonare gli impegni presi con il protocollo di Kyoto per il periodo 2008-2012. “Impossibili da perseguire” in questo modo sono stati definiti gli obiettivi di riduzione delle emissioni e con il “Clean air Act” il paese si è sganciato definitavemente dall’accordo mondiale in tema di anidride carbonica.
Dal 1990 a oggi le emissioni canadesi sono aumentate del 30%, ma dopo il recente meeting di Nairobi e le tante chiacchiere uscite dall’incontro, il grande stato americano sembrava finalmente disponibile a uniformarsi alla visione mondiale del problema. E addirittura Rona Ambrose, nuovo ministro dell’ambiente, dalla platea keniota aveva lanciato tuoni e fulmini sulla passata gestione governativa canadese che, a suo dire, non aveva dimostrato la sensibilità necessaria nel gestire il problema, con particolare riferimento alle difficoltà dei paesi più poveri.
I paesi meno sviluppati infatti, sono quelli che hanno più difficoltà a rispettare gli impegni di Kyoto e che soprattutto subiscono maggiormente le conseguenze del surriscaldamento del pianeta, e sono stati a lungo oggetto di discussione nel corso dei dibattiti internazionali sui cambiamenti climatici, ma almeno possono contare sul fondo internazionale previsto mediante il Kyoto Clean Development Mechanism. Fondo al quale il Canada aveva aderito impegnandosi a stanziare cinque milioni di dollari. Ora però, l’impegno preso è stato ritirato. Una batosta per Kyoto e per chi si augurava un nuovo corso dopo Nairobi. Foto Flickr.
da mstramazzo
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