Biocarburanti

Verso un biodiesel conveniente

biodieselProprio nel giorno in cui due ricercatori della Cornell e della Berkeley University hanno pubblicato uno studio in cui affermano che produrre biodiesel è antieconomico perché per coltivare le piante servono più combustibili di quelli prodotti, c’è chi invece sostiene di aver trovato un metodo per ottenere biocarburante in modo più semplice, più economico e più efficiente. Si tratta degli studiosi della Iowa State University, guidati da Victor Lin, i quali affermano che grazie all’uso delle nanotecnologie stanno sperimentando un metodo per ottenere biodiesel anche da oli usati nei ristoranti e dai grassi animali, materie prime molto meno costose dell’olio di soia. Il processo avverrebbe utilizzando delle minuscole particelle di silice che agirebbero da catalizzatori e permetterebbero di eliminare i processi tossici di catalizzazione appunto, e quei trattamenti di lavaggio del carburante che necessitano l’uso di notevoli quantità di acqua. Secondo Lin l’uso della silicie è sicuro anche dal punto di vista ambientale perché le particelle sono composte esclusivamente di calcio e sabbia.
Il progetto è sostenuto da un notevole sforzo economico da parte del Dipartimento dell’Agricoltura Americano con quasi 2 milioni di euro di finanziamento. Leggi Finding a better way to make biodiesel.

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giu  06
20
alle 07:30
da emiliano

Ultimo commento:

di Gim il 01/1/70

Il monopolio energetico si addice molto agli Stati Uniti, sia per esigenza che per ingordigia. Si...


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3 Commenti to “Verso un biodiesel conveniente”

  1. Anonimo dice:

    a dir la verità sono proprio gli USA a finanziare questo tipo di progetto e anche con dei bei soldoni
    e da quello che mi è dato di sapere sono intenzionati a sfruttare seriamente questa risorsa, anche perché sono tra gli stati maggiormente colpiti dalla crisi del petrolio e quindi del carburante

    e probabilmente l’interesse è dovuto al fatto che probabilmente anche il biodiesel inevitabilmente diventerà un monopolio…

    ecco perché credo che i biocarburanti possono essere solo una soluzione temporanea, l’unica vera alternativa che abbiamo, oltre a cambiare stile di vita e abbandonare questa malsana cultura auto-dipendente che ci sta portando tutti a rimanere immobilizzati nel traffico (bella indipendenza?!) e soffocati dallo smog, è senza dubbio l’auto elettrica, ma prima di tutto un uso diverso dei mezzi pubblici, che naturalmente devono diventare più efficienti, e di tutti i mezzi sostenibili tipo bici e “piedi”

    ciao

  2. Gim dice:

    Il monopolio energetico si addice molto agli Stati Uniti, sia per esigenza che per ingordigia. Sicuramente il correre ai ripari dovuto alla scarsità di petrolio innesca alternative a cui bisogna per forza far affidamento, ma il passaggio obbligato tra questi tipi di fonti indebolisce molto una società rimasta attaccata (economicamente) al greggio. Sono molte le verità scientifiche che non trovano applicabilità nella pratica, gestire una conversione energetica richiede una graduale conversione di mentalità e di potere.

  3. Gim dice:

    E’ ovvio come gli USA tentino di distorcere qualsiasi convinzione sull’utilizzo di biodiesel, mal visto da petrolieri..
    Lo studio nanotecnologico dell’università è sicuramente una buona smentita e un ottimo tipo di investimento. La questione è quando queste alternative saranno considerate su larga scala.

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