Biodiesel: alghe nei deserti?
Tempo fa avevamo parlato del progetto di Greenfuel che prevedeva di sfruttare le alghe per catturare l’anidride carbonica emessa dalle centrali e poi usare le piante per ottenere biocarburante. Anche la PetroSun Drilling, attraverso una sua derivazione chiamata Algae BioFuels, sta progettando di realizzare degli impianti per la coltivazione di alghe nei deserti dell’Arizona e dell’Australia.
Secondo studi condotti dall’Office of Fuels Development, una branca del Department of Energy americano, con le alghe è possibile ottenere circa 30 volte il contenuto di olio per acro rispetto alle altre specie vegetali usate per i biocarburanti, attraverso coltivazioni a cielo aperto in acque stagnanti. Le alghe inoltre hanno ritmi di crescità superiori del 50% rispetto alle altre coltivazioni e utilizzano una quantità d’acqua estremamente ridotta.
L’idea del deserto nasce dall’obiettivo di sfruttare le alte temperature che si possono riscontrare in queste zone, anche se un problema da risolvere rimane l’escursione termica e il conseguente abbassamento di temperatura notturno che caratterizza inevitabilmente le aree desertiche. Leggi Ridurre le emissioni con le alghe.
[via The Energy Blog]
da emiliano
Ultimo commento:
di franco il 01/1/70
Se si coltivano alghe,piante marine, si potra' annaffiare ...
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luglio 18th, 2006 at 21:18
E’ un progetto che cambiera’ il mondo.
Se si coltivano alghe,piante marine, si potra’ annaffiare il deserto con l’acqua di mare.
I deserti costieri sono estesi qualche milione di kmq, inoktre sotto il Sahara ci sono falde acquifere salmastre. Il Sahara da solo e’ 10 milioni di kmq. Un kmq e’ eguale a 100 ettari: il Sahara e’ 1.000 milioni di ettari; poi c’e’ il deserto costiero della Namibia, il deserto sulla costa del Peru’ ecc.
Cambieranno le economie mondiali perche’ non manchera’ l’energia ecc.
I petrolieri l’hanno gia’ capito e la Petrosun Drilling sta convertendo la sua ragione sociale.
Saluti. Franco Genova