Inquinamento

Bandiere blu di consolazione

bandiera bluLa FEE – Fondazione per l’educazione ambientale – ha assegnato le “Bandiere Blu 2006″, il premio annuale che riconosce la qualità ambientale delle località balneari. Il riconoscimento è stato assegnato a 90 spiagge italiane e a 52 porti turistici. Ma c’è veramente da rallegrarsi per questo risultato? Facendo un analisi un po’ più approfondita verrebbe da dire non troppo. Confrontando infatti i risultati degli anni precedenti emerge un quadro abbastanza altalenante – 90 bandiere nel 2003, 86 nel 2004 e ancora 90 nel 2005 – che non da segni chiari di miglioramento per quello che riguarda la gestione delle acque italiane. Inoltre sorge spontaneamente un dubbio confrontando i dati di FEE Italia con quelli di FEE International dove risulta invece che nel 2005 le bandiere assegnate alle spiagge italiane sarebbero state 205. Non si capisce bene quale sia il motivo di questa evidente discrepanza nei dati presentati – fondamentalmente dalla stessa organizzazione. Comunque anche analizzando i numeri di Blue Flag sembrerebbe ci sia poco da rallegrarsi.

L’Italia, con oltre 8 mila chilometri, possiede circa un terzo delle coste europee e il paragone con le altre nazioni non ci mette sicuramente in buona luce. Risulta infatti che abbiamo solo l’8,3% delle bandiere blu europee, superati non solo dalla Spagna come riporta FEE Italia, ma anche da Grecia, Francia e Danimarca.
Se a questo aggiungiamo la sparizione delle spiagge denunciata dall’UE, di cui avevamo parlato il mese scorso, il quadro si presenta ancora più allarmante. Ben 1047 zone di balneazione su 5931 sarebbero sparite infatti dagli elenchi tra il 1991 e il 2004 e oltre 244 siti, cancellati nel 2004, non sarebbero stati controllati, come prevede invece la normativa europea. Il timore della Commissione è che tali zone, sulle quali vige l’obbligo di monitoraggio, siano state soppresse al fine di dare una soluzione sbrigativa a eventuali problemi di inquinamento.
Insomma, nel complesso, bandiere blu o meno, e a parte le discrepanze nei dati, non emerge certamente una situazione di cui andar fieri.

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mag  06
10
alle 02:03
da emiliano


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