Il fallimento delle case automobilistiche
Secondo un rapporto di Transport & Environment le grandi case automobilistiche europee hanno fallito nell’obiettivo di porre un freno alle emissioni di anidride carbonica, migliorando l’efficienza delle nuove auto prodotte. Infatti nel 1998 l’associazione europea dei produttori di automobili (ACEA), d’accordo con la Commissione Europea, aveva stabilito che entro il 2008 i nuovi autoveicoli avrebbero dovuto emettere “solo” 140 grammi di CO2 al chilometro. Ma le previsioni saranno probabilmente disattese perché l’anno scorso la media delle auto europee era di 160 g/km, solo l’1% meglio dell’anno precedente, e visti i miglioramenti degli ultimi anni – il picco è stato raggiunto nel 2000 con un ribasso del 2,9% – sembra improbabile realizzare una media di 4,3% di CO2 in meno emessa ogni anno dalle auto, quantità necessaria per raggiungere la quota auspicata di 140 g/km.
Secondo Jos Dings, direttore di Transport & Environment, i produttori dovrebbero utilizzare materiali più leggeri e modificare le prestazioni economizzando magari sulla velocità massima e sull’accelerazione, per ottenere invece una maggiore efficienza dal punto di vista del taglio alle emissioni. Ma la tendenza va esattamente nel verso opposto con i produttori che impiegano sempre più risorse e tecnologia per fabbricare auto più pesanti e più potenti a discapito della efficienza nell’utilizzo dei carburanti. Da questo punto di vista infatti, le prestazioni non migliorano mentre ogni anno le auto pesano in media 16 kg in più e occupano sempre più spazio sulle nostre strade. Mentre inesorabilmente ci avviciniamo alla quota di 1 miliardo di auto sul pianeta.
[via BBC News]
da emiliano
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