In attesa dell’asteroide Apophis
Fra i lavori presentati al 25° congresso internazionale sullo sviluppo spaziale di Los Angeles durante questo fine settimana, Russell Schweickart, astronauta dell’Apollo 9 e attuale presidente del gruppo di ricercatori, scienziati, astronomi, astrofisici e astronauti della B612 Foundation, nella sua relazione ha invitato le organizzazioni internazionali e gli stati mondiali tecnologicamente più sviluppati a rinsaldare, in un unico fronte, l’obiettivo comune di fronteggiare la possibile minaccia spaziale di Apophis. Questo il “nick name” del grande asteroide che secondo le previsioni potrebbe “sfiorare” la terra se dovesse “deviare” dalla sua orbita nel 2029. In quel caso dopo sette anni, e precisamente il 13 aprile 2036, ci sarebbe una possibilità su 6250 che Apophis venga a sbattere sul nostro pianeta. Raramente la terra viene colpita dagli asteroidi, ha sottolineato Schweickart, tuttavia viste le conoscenze e la tecnologia a disposizione sarebbe davvero sciocco “farsi sorprendere con i pantaloni abbassati”. Non solo per Apophis, ma anche per gli altri 104 macigni spaziali tutt’oggi monitorati fra i quali anche un altro pericoloso asteroide: il 2004 VD17. Secondo l’ex pilota spaziale e i suoi eminenti colleghi dunque si dovrebbero concentrare gli sforzi per programmare un eventuale progetto per deviare le traiettorie degli asteroidi con una sorta di trattore spaziale nel malaugurato caso che facessero rotta verso la terra. Per Aphopis, l’impatto con una forza pari ad un’esplosione di 15 megatoni – quasi mille volte la bomba di Hiroshima – porebbe avvenire su una fascia molto estesa delle acque dell’oceano Pacifico provocando uno tsunami i cui effetti potrebbero essere devastanti.
[via Msnbc]
da mstramazzo
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