I beoti guardoni della natura
L’unica spiegazione, secondo me, è che noi umani siamo beoti, rumorosi guardoni. I leoni di mare, negli ultimi mesi, a San Francisco hanno smentito la loro fama di flemmatici e paciosi bestioni attaccando e morsicando decine di persone. Ma provate voi ad essere un leone di mare a San Francisco, o un orso polare ad Anchorage, o anche solo un falco a Firenze: occhi e telecamere sempre puntati, mai la possibilità di farsi gli affari propri in santa pace.
La natura va di moda, e per certi versi menomale, ma rischia di essere ridotta a un fenomeno da baraccone esattamente come piazza San Marco a Venezia, calpestata da orde di suole che comprano gondole souvenir, nutrono piccioni e non capiscono una beatissima fava della storia e dell’arte che li circonda. In un’area naturalistica ho sentito una madre indicare al pargolo un daino dicendogli “Guarda! C’è Bambi!”, in montagna non ho potuto fare a meno di assistere a chiassosi avvistamenti corali di marmotte e ho udito chiaro e forte l’ululato “Un camoscio!” in luoghi che già non erano per tutti perchè presupponevano una bella fatica a salire. Figuriamoci quando lo spettacolo della natura è lì, raggiungibile in auto, a portata di mano. Esattamente come le città d’arte, la natura è di tutti: però auspico che la gente sia ammessa a piazza San Marco, ai leoni marini di San Francisco e ai parchi nazionali solo previo test culturale e di quoziente intellettivo. Foto Flickr.
da maria
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di il 01/1/70
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dicembre 2nd, 2006 at 17:46
Beh dire che gli animali attaccano perchè hanno bisogno di privacy mi sembra un’esagerazione, forse meglio le webcam delle chiassose spedizioni. Per il resto concordo.
dicembre 2nd, 2006 at 18:11
Non mi riferivo alla privacy nel senso umano del termine, ovviamente: volevo suggerire che i ripetuti disturbi possono provocare stress, e la conseguente tendenza ad un’aggressiva autodifesa. Per la webcam, hai ragione: gli animali non ne sono certo granchè disturbati. Ma, per certi versi, anche le webcam fanno parte di quella spettacolarizzazione della natura che ci induce ad osservarla mangiando pop corn e battendo le mani come al circo, mentre invece andrebbe avvicinata silenziosamente, rispettosamente e in punta di piedi.