Maledetta primavera
Starnuti, nasi congestionati, fazzoletti che non bastano mai e tutto per colpa dei pollini aerei. I ranghi degli allergici sono andati via via infoltendosi, passando da una persona su cento nel 1926 a una su sette oggigiorno.
Le ragioni di questi aumenti sono molteplici, dice l’allergolo Brunello Wüthrich dell’università di Zurigo. Nei bambini atopici, che hanno cioè una predisposizione genetica alle allergie, le prime a manifestarsi sono le allergie alimentari, dovute all’assunzione di proteine estranee quando cessa l’allattamento. Normalmente, queste allergie scompaiono ancora in tenera età , per lasciare però il posto ad altri disturbi, come la congiuntivite, la rinite e soprattutto l’asma, la più grave delle allergie respiratorie. Ma qual è esattamente la causa?
La presenza di allergeni casalinghi come peli di animali domestici, acari della polvere e spore di muffe. Ma anche il fumo delle sigarette e l’inquinamento atmosferico sono nocivi per gli allergici: possono causare infiammazioni all’apparato respiratorio, facilitando così l’accesso ad allergeni esterni. E non è tutto: anche il cosiddetto ‘western lifestyle’, vale a dire i cambiamenti del ritmo di vita, lo stress, l’aumento del traffico motorizzato, le nuove abitudini alimentari, può contribuire all’aumento delle allergie. Tra i i fattori che favoriscono l’aumento dei casi di pollinosi figura anche l’effetto serra, che ha fatto aumentare la temperature medie provocando perciò la fioritura sempre più precoce di certe piante allergeniche come il nocciolo.
‘A Zurigo, per esempio, nel 1969 il primo giorno in cui era fiorito il nocciolo era il 17 marzo, mentre poco più di 30 anni dopo la stessa pianta è già fiorita il 2 di febbraio’ continua il professor Wüthrich Brunello ‘e anche l’ontano e la betulla, molto temute dagli allergici, fioriscono un paio di settimane prima rispetto a tre decenni or sono. Conseguenza: non solo le allergie si manifestano in anticipo, ma anche la quantità di polline è superiore, da quattro a sei volte di più, com’è il caso dell’ontano, e se si continua di questo passo il rischio di pollinosi si protrarrà su tutto l’arco dell’anno. Terminata la stagione della pollinazione degli alberi segue infatti, tra maggio e luglio, quella delle graminacee, principale causa di allergie respiratorie che provocano il cosiddetto ‘raffreddore da fieno’. E poi da luglio a settembre, o anche più tardi a seconda delle regioni, fioriscono altre erbacee molto allergeniche, come l’artemisia e la famigerata ambrosia. Oltre all’aumento della temperatura, un altro fattore di tipo atmosferico che influisce direttamente sulle allergie è l’inquinamento, in particolare quello prodotto dai motori diesel. Le particelle emesse provocano infatti quello che si definisce un effetto adiuvante: aumentano cioè l’effetto allergizzante del polline sui pazienti che hanno la tendenza a produrre reazioni allergiche. Con conseguenze facilmente immaginabili.
[via Swissinfo]
(scritto da Mario Stramazzo)
da emiliano
Ultimo commento:
di lorenzo il 01/1/70
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marzo 13th, 2006 at 11:27
grazie
apprezzo il gesto..anke se studio agraria, dare una ripassata fà sempre bene
Saluti
marzo 12th, 2006 at 14:55
l’esempio del nocciolo dovrebbe essere meglio spiegato meglio..è kiaro ke possono esistere annate eccezionali in cui febbraio è caldo (ma non è detto ke a marzo poi faccia caldo)..ma da qui ad una media, ne passa!!
Rimane il fatto ke l’effetto serra provoca dei cambiamenti climatici notevoli..ma nn credo ke tutti i 2 febbraio i noccioli fioriscano
Insomma..spirito critico x quello ke ci viene proposto deve essere la norma
Saluti
PS: nn era un appunto x emiliano, intendiamoci
marzo 12th, 2006 at 18:49
ciao luca
sai bene quanto ne ho di spirito critico
e credo che anche Mario ne abbia
il caso del nocciolo era un esempio riportato dal professore in questione
è evidente che non è una regola, ma in generale mi sembra ammissibile (e mi pare di aver capito che anche tu sei d’accordo) il discorso che i cambiamenti climatici, ad esempio, stanno sconvolgendo più di un ambito della nostra vita e tra questo possono rientrare anche le allergie
infatti si parla in generale di aumento della pollinazione e di anticipo rispetto alla media nell’inizio di essa per alcune piante
un saluto
emiliano
marzo 13th, 2006 at 09:11
nn avevo visto ke l’aveva scritto mario :-b kiedo scusa..nn era riferito nemmeno a mario il commento..era molto generale..x un ipotetico lettore ke leggeva (a polemizzare si fa presto)..ok..ora credo vada meglio
saluti
marzo 13th, 2006 at 09:32
Leggere che un lettore ( si passi il bisticcio ) chiede più precisione fa sempre bene !
La tua osservazione non sarà archiviata .
Grazie, e grazie anche a Emiliano.Mario
marzo 13th, 2006 at 10:19
Ho trovato un po’ di cose sul nocciolo. Secondo il http://www.isac.cnr.it/aerobio/ai/index.shtml
il Nocciolo, Corylus avellana L. famiglia Corylaceae, è un arbusto deciduo che cresce fino a 8 m di altezza, con numerosi rami paralleli e una larga chioma (a). E’ diffuso in tutta Italia. I fiori maschili sono riuniti in amenti giallognoli e pendenti, lunghi fino a 8 cm (b); i fiori femminili sono piccoli, riuniti in gruppi e con stimmi rossi (b, freccia). Il Nocciolo è uno dei primi alberi a fiorire; il periodo di pollinazione può iniziare già a fine dicembre e si protrae fino all’inizio di marzo. Il polline (c, d) è generalmente suboblato, isopolare, trizonoporato con larghi onci (d, freccia), di dimensioni 18-28 micron. (La barra in c e d misura 20 micron .
Come avrai letto si parla di fioritura da dicembre a marzo,
quindi hai ragione nel pensare che non tutti i mesei di febbraio siano buoni per la fioritura del nocciolo : può accadere anche prima …. in base al diverso clima delle diverse regioni : per l’Italia un comodo colpo d’occhio lo trovi qui:
http://www.isac.cnr.it/aerobio/ai/index.shtml
maggio 7th, 2006 at 11:40
il 43% dell’inquinamento non è dovuto al traffico ma alle emissioni di CO2 nell’ambiente per lo scarico di fumi delle canne fumarie degli edifici.
cambiamo mentalità e affidiamoci all’energia del sole, che non costa nulla ed è ecologica.
buon lavoro a tutti
l.g.