Diritti umani e altre storie

Lo scandalo degli abusi in Liberia

okiSave the Children ha risollevato una vicenda che già quattro anni fa aveva destato profondo scalpore. Protagonisti della storia infamante, i caschi blu e altre “brave persone” che operano in Liberia come operatori umanitari. Questi signori anziché portare in terra africana civiltà e democrazia, pretenderebbero sordide prestazioni sessuali da bambine e ragazzine in cambio di cibo e denaro. E, come non bastasse, Save the Children punta l’indice accusatorio anche contro funzionari governativi e insegnanti i quali, sempre in cambio di rapporti sessuali, abbuonerebbero rette scolastiche o soltanto brutti voti.
A dar voce alla dura denuncia i racconti e le testimonianze di 315 persone. Metà delle quali ancora nei campi profughi dove avevano trovato “riparo” dalla guerra civile che ha insanguinato la Liberia per anni. Dall’ascolto delle testimonianze risulta che più della metà delle bambine ospitate nei campi sarebbero sottoposte alle turpi vessazioni, con buona pace dell’ONU stesso che si era già formalmente impegnato a contrastare simili comportamenti. Tutto ciò non può continuare e deve essere fermato, ha dichiarato Jasmine Whitebread responsabile dell’organizzazione a Londra, lanciando un appello anche al nuovo governo liberiano della Presidente Ellen Jonshon-Sirleaf che, della lotta allo sfruttamento della prostituzione, aveva fatto la sua bandiera politica elettorale. Unica amara consolazione, per noi che scriviamo, il fatto che Sergio Marelli, presidente dell’Associazione ONG Italiane abbia dichiarato, a nome delle 163 organizzazioni rappresentate, che quanto denunciato da Save the Children sui fatti della Liberia non riguarda minimamente le nostre ONG. Né in quello né in nessun altro paese del mondo.

[via Save the Children]

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mag  06
10
alle 01:04
da mstramazzo


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