Tsunami – L’aiuto che viene dalla gente
E’ ciò che emerge dal rapporto Unicef: la ricostruzione riparte grazie all’aiuto dei privati. Per la prima volta l’associazione internazionale ha ricevuto infatti più aiuti da singoli, fondazioni e imprese che dai governi. Durante questi 12 mesi il contributo per la ricostruzione è arrivato a 626,6 milioni di dollari di cui solo il 28% composto da denaro istituzionale. Attualmente sono stati già impiegati 181,6 milioni di dollari per aiutare i paesi colpiti dalla catastrofe e quasi il 45% di essi sono andati al paese più danneggiato: l’Indonesia. Le cifre di maggior rilievo sono state spese nell’istruzione (50,12 milioni di dollari), in acqua e impianti igienici (41,47 milioni di dollari) e nella salute (40,79 milioni di dollari). Grande anche l’impegno e il lavoro di Save The Children che oltre agli interventi di ristrutturazione e ricostruzione delle scuole, sta lavorando al censimento e al ricongiungimento dei minori separati dai genitori (circa 7000) e al supporto psicologico di quelli traumatizzati (circa 1700).
‘Dopo aver speso quasi un terzo delle risorse per coprire i bisogni primari della fase di emergenza’ dice Gianfranco Rotigliano, rappresentante dell’UNICEF in Indonesia ‘bisogna continuare a finanziare le strutture realizzate finora’.
Aspetti negativi? Il ritardo nell’edificazione delle abitazioni e una sorta di lottizzazione degli aiuti in Indonesia, dove le associazioni più forti, più antiche e più organizzate hanno ricevuto probabilmente più risorse delle altre. ‘Ma anche perché oggettivamente più affidabili ed efficaci’ aggiunge in appendice Rotigliano.
[via Unicef]
da emiliano
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