TAV – Il problema amianto
Approfondiamo il discorso relativo alla TAV già affrontato ieri.
Una delle motivazioni principali portate avanti dal movimento NO TAV è la presenza di amianto nelle montagne della Val di Susa. In base agli studi compiuti nel 2003 dal Centro di Geotecnologie dell’università di Siena, risulta rilevante la presenza di vene a fibra di amianto nelle montagne dove saranno effettuati gli scavi.
Ma perché l’amianto è tanto pericoloso?
La pericolosità consiste nella capacità dei materiali di amianto di rilasciare fibre inalabili, e nella estrema frammentazione che tali fibre possono raggiungere. Il rischio aumenta quando si creano le condizioni per la dispersione delle fibre nell’ambiente circostante e, nella valle, queste condizioni esistono, a causa della presenza di venti occidentali che soffiano continuamente durante tutto il corso dell’anno.
I rischi per la salute? Asbestosi, carcinoma polmonare e mesotelioma della pleura. In parole povere: tumori.
I serpentiniti (ammassi rocciosi contenenti amianto) interessati dalla costruzione della galleria corrisponderanno a più di 1 milione di metri cubi di roccia. A fronte di queste cifre ci sono i problemi di stoccaggio e smaltimento che naturalmente interessano da vicino le popolazioni locali, ma che potrebbero coinvolgere anche la città di Torino dove le polveri arriverebbero trasportate dal vento.
Se vi interessa approfondire l’argomento vi consiglio di leggere l’intero documento in PDF messo in rete da Notavalmese.
Per saperne di più:
da emiliano
Ultimo commento:
di multi-04/07/06 il 01/1/70
Visualizza / Lascia un commento







dicembre 8th, 2005 at 10:43
Qualsiasi privato spende migliaia di euro per smaltire adeguatamente l’amianto (un caso comune è l’eternit dei tetti, dove tutte le lastre vengono sigillate e portate in apposite discariche).
Per opere come la TAV vengono invece previsti depositi provvisori a cielo aperto.
Com’è possibile una difformità di questo tipo, soprattutto se consideriamo anche che verrebbero stoccati a cielo aperto materiali contenenti polveri di amianto, ben più pericolose delle lastre di eternit?
dicembre 8th, 2005 at 10:46
Sbaglio o è sufficiente un’esposizione di circa 30 minuti al giorno per 15 giorni all’asbesto, per correre seri rischi di mesotelioma (ovviamente dopo 15 anni di incubazione)?
dicembre 8th, 2005 at 13:40
in realtà esiste una legge che regola lo stoccaggio e lo smaltimento e si basa sulla quantità di amianto contenuta nelle rocce da scavo
queste ultime non possono essere considerate rifiuti tossici o nocivi se la quantita di amianto non supera i 1000 mg/kg
in questo caso sono considerate rifiuti speciali e subiscono un trattamento diverso
la paura per la contaminazione delle falde è legata proprio a questo
vista la superficialità con cui è stato affrontato il problema finora c’è solo da temere
per ciò che concerne il carcinoma polmonare si manifesta dopo 20-40 anni dall’esposizione
e si verifica anche per esposizioni a basse dosi che credo corrisponda a quello che tu hai scritto
ciao
dicembre 8th, 2005 at 13:59
Grazie Emiliano e complimenti per la professionalità che dimostri in questo Blog.
Ciao.
dicembre 8th, 2005 at 14:02
faccio del mio meglio
sono contento che ti trovi bene da noi
grazie
ciao
agosto 5th, 2006 at 11:49
[URL]http://www.euditstat.org[/URL] [URL]http://www.bahbah.info[/URL] [URL]http://www.linux41.org[/URL] [URL]http://www.muinais.info[/URL] [URL]http://www.ecoexpo.org[/URL]