Il supercomputer studia il clima
Si tratta del più grande computer europeo dedicato a studi di climatolgia. Realizzato dalla giapponese NEC, si trova ad Amburgo e possiede un database di quasi 4000 TeraByte. Grazie alla sua grande velocità di calcolo è in grado di effettuare simulazioni climatiche relative alla situazione del nostro pianeta nei prossimi decenni spingendosi fino a previsioni secolari.
Lo scenario più preoccupante elaborato dal supercomputer è rappresentato dal futuro stato degli oceani. Se le condizioni climatiche proseguiranno con l’andamento attuale, nell’anno 2198 alcuni mari (vedi la figura in alto) potranno accrescere il loro livello da 50 centimetri fino un metro.
[via Newton]
da emiliano
Ultimo commento:
di il 01/1/70
grazie dei complimenti
facciamo del nostro meglio
:)
io credo che tu non sia p...
Visualizza / Lascia un commento








novembre 24th, 2005 at 13:04
io sarò pessimista, ma con le incomprensioni tra le nazioni sul problema global warming, la frittata è fatta.
la groenlandia si sta sciogliendo, il polo nord si sta sciogliendo…in italia il governo punta sul nucleare e il carbone pulito, ma in compenso scwarzenegger ha lanciato l’idea di milioni di case con tetto a energia solare. continuiamo a lamentarci del caro bollette e del caro benzina, ma invece di lagnarci dobbiamo passare al gpl e al metano.
sembra che gli italiani abbiano il paraocchi! beh, in fondo non è colpa nostra, i media mainstream non passano queste notizie.
complimenti invece a blogeko!
se è possibile invertire la tendenza, cioè riportare la terra alla temperatura preindustriale, ci vorrà molto tempo.
novembre 24th, 2005 at 13:24
ciao Giuseppe
grazie dei complimenti
facciamo del nostro meglio
io credo che tu non sia pessimista ma semplicemente realista
le nostre istituzioni danno semplicemente delle risposte deboli
ritengo che il gpl e il metano (perdonami) siano solo dei palliativi
credo che sia ridicolo parlare di nucleare e carbone pulito
e non penso che la prospettiva sia quella di tornare alle temperature preindustriali
non credo nei comportamenti conservativi (e tanto meno in quelli che cercano di tornare agli albori della storia)
la natura rientra in processi di continua evoluzione di cui anche noi facciamo parte
basterebbe ripettare tali processi
vorrei essere ottimista pensando al futuro, ma per fare questo dovrei vedere dei segnali tangibili da parte dei governi
qualcosa si sta muovendo, ma il rischio è che le persone come me e come te finiscano per sentirsi semplicemente impotenti di fronte a meccanismi che non riescono, purtroppo, a controllare