Calabria – Lo scandalo dei depuratori
Stiamo parlando dell’ennesimo disastro ambientale firmato Italia. Un traffico legato ai depuratori delle acque che alimentava un giro di tangenti e affari sporchi. Uno scandalo politico-ambientale che ha arrecato danni per 200 milioni di euro alle istituzioni e che ha avuto un impatto devastante sul mare della Calabria.
Grazie ad un super-testimone e ai controlli della finanza si è potuto risalire al traffico illecito che ora rischia di coinvolgere nomi eccellenti a Palazzo Chigi. Il meccanismo era semplice: i depuratori non funzionavano e facevano parte di una catena che alimentava la distribuzione degli appalti per la pulizia del mare. Naturalmente le società venivano scelte in base agli agganci politici e tutto questo faceva circolare un ‘pizzo’ ambientale che si basava su costi gonfiati, progetti incompleti e consulenze fasulle, mentre il mare diventava una vera e propria fogna. Coinvolti nel giro di tangenti l’ex presidente della regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, il responsabile dell’Ufficio per l’emergenza ambientale, Giovanbattista Papello (si dice uomo di Gasparri in loco) e una serie di nomi ‘illustri’ romani. La vicenda è ancora coperta dal segreto istruttorio.
[via La Repubblica]
(Grazie Alessio)
da emiliano
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